Pubblicato da: nonhosonno | giugno 7, 2010

The Roaddi John Hillcoat

Dopo una catastrofe che ha sterminato parte dell’umanità ed estinto quasi tutte le specie animali, un uomo (Viggo Mortensen) e suo figlio vagano per un’America in cui il cielo è sempre cupo, gli alberi sono morti e non esistono più i colori. La moglie/madre (Charlize Theron) dei due si è letteralmente consegnata alle tenebre, disperando del futuro, dopo che il marito aveva rifiutato l’idea di un suicidio collettivo (“lo fanno tante famiglie”, gli aveva detto lei). I sopravvissuti sono viandanti in cerca di cibo, scarpe e vestiti, o bande armate che non esitano a mangiare carne umana. Nel mondo dopo il diluvio vige la pura legge della conservazione, quella per cui “homo homini lupus”. Ma non tutti la applicano allo stesso modo e, anche nel post-apocalittico, esistono i cannibali ed esistono i “buoni”, come il padre e il figlio. Che sono “portatori del fuoco” e cercano in tutti i modi di raggiungere il mare.

Tratto da Cormac McCarthy, The Road dell’australiano John Hillcoat è un film duro ed estremo, che poco aggiunge al bellissimo romanzo premio Pulitzer 2007. Il regista mette in scena gli accadimenti cercando di “tradurre” l’atmosfera del libro soprattutto con una fotografia dominata dal marrone e dal grigio, e con la scabrosità delle scene. The Road ondeggia tra generi, avendo come base ovviamente tutto l’immaginario catastrofista del caso ma inserendoci un buon tocco di horror e di western (che Hillcoat ha già affrontato ne La proposta). The Road però non è un film di genere, né ne utilizza chiaramente uno per riadattare il romanzo. Perciò si trovano solo striature (la scena della gente segregata nella cantina) di tonalità a cui il regista non vuole aderire mai del tutto dal punto di vista strutturale, lasciando spazio alla messa in scena del plot. Questo in qualche modo rende – paradossalmente – un po’ disomogenea la monoliticità del film. In sintesi, ci troviamo di fronte a una trasposizione fedele di un testo senza i Coen dietro la macchina da presa (Non è un paese per vecchi sempre tratto da McCarthy). E la complessa cupezza di La strada rischia talvolta di diventare una tonalità monocorde, come quella della fotografia, nonostante i tanti “codici” utilizzati.

 Al di là di tutto, forse proprio per questo il film ha una sua strana personalità e non si può dire che Hillcoat abbia realizzato un lavoro che lascia indifferenti. Oltre tutto, The Road racconta bene la dinamica padre-figlio, la crescita del bambino e soprattutto le differenze di cui i due sono portatori. Il padre (il magnifico Viggo Mortensen), memore di un’esistenza differente, è del tutto proteso alla difesa e a reagire agli attacchi di un mondo senza pietà. Suo figlio, nato dopo la “fine del mondo”, è invece portatore di una speranza più alta, di una moralità che ricomprenda la pietà e la generosità, come si vede negli episodi con il vecchio viandante e con l’uomo di colore. Mentre però i Coen, rileggendo e stilizzando di più (si pensi allo straordinario personaggio di Bardem-Chigurh) riuscivano a utilizzare pienamente la capacità di sintesi narrativa del cinema per far emergere la perturbante profondità di McCarthy, The Road, che è molto più calligrafico, perde parte della sua forza, anche visiva. Nel film non ci sono grandi picchi e il regista ha bisogno di indugiare sulla denigrazione, su membra sgraziate e corpi nudi, con momenti cruenti che ricordano Non aprite quella porta, o L’ultimo posto sulla terra di Aristakisjan. Film di buona mano ma non di genio, The Road tiene la presa senza spiccare il volo. Va bene anche così: il materiale di partenza non è di quelli che si trovano a ogni angolo. La colonna sonora dei conterranei Nick Cave e Warren Ellis, invece, è davvero un po’ sotto tono.

The Road, di John Hillcoat, USA, 2009, 111 minuti

Cast: Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron, Robert Duvall, Guy Pearce

Distribuzione: Videa – CDE

Uscita in Italia: venerdì 28 maggio 2010

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Responses

  1. Non mi convince.

  2. Sono appena tornata dal cinema, e non posso che concordare con la recensione, profonda e accurata come sempre

  3. non sono assolutamente d’accordo con la recensione. Questo film ti prende a calci nello stomaco, ti toglie il fiato e per la prima volta nella storia della cinematografia (esatto, non tra le prime, ma “la prima volta”) riesce a raccontare la Terra morente con verosimiglianza e potenza mai viste. Assistiamo a una lunga agonia, a corpo enfio e torturato che sibila, mugola e sputa sangue: la terra e le persone tanto sfortunate da essere rimaste in vita dopo l’Apocalisse, dopo che Dio se n’è andato sbattendo la porta, ma non prima di lasciare per pura pietà un tizzone rovente, chi interpreterà il nuovo Prometeo, chi avrà il coraggio di portare il Fuoco ai priminati in un mondo su cui ancora scorazzano bruti cannibali? e tu, che non hai capito una mazza del film se scrivi che “non ti convince”, o tu che vuoi fare la criticona, porti il Fuoco?


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