Pubblicato da: nonhosonno | giugno 7, 2009

Uomini che odiano le donnedi Niels Arden Oplev

Agatha Christie è tornata. Ma nel frattempo si è “mescolata” con Thomas Harris e Dan Brown. Uomini che odiano le donne, tratto dall’omonimo best seller dello svedese Stieg Larsson, è un buon mix di sano e tradizionale giallo, con personaggi che strizzano l’occhio a Il silenzio degli innocenti – citato palesemente nella scena finale – e l’intenzione di andare oltre alla storia manifesta, al racconto, aprendosi a una riflessione “storico/sistemica” che ricorda il Codice da Vinci. Nel 1966 la sedicenne Harriet Vanger scompare misteriosamente dall’isola abitata soltanto dai suoilocandina parenti durante una riunione di famiglia, un potente clan di industriali dai molti misteri. Quarant’anni dopo, lo zio che la adorava non riesce a darsi per vinto e per scoprire cosa si cela dietro la sua scomparsa – forse un omicidio – assolda Mikael Blomkvist, una star del giornalismo d’inchiesta, direttore della rivista Millennium, immerso fino al collo in pesanti guai giudiziari (gli è stata tesa una trappola da un magnate senza scrupoli di cui Blomkvist ha scoperto gli affari sporchi). I sospettati sono tutti i famigliari del clan Vanger. Un circolo chiuso, sebbene numeroso. Ma gli indizi sono pochi e il tempo ha fatto perdere molte tracce. Di fatto Blomkvist trova alcune zone grigie su cui lavorare ma è solo con l’intervento di una ragazza, Lisbeth Salander, che l’indagine prende la giusta piega. La giovane è una hacker eccellente, ma soprattutto è dotata di una sensibilità particolarissima. Colpa di un terribile passato di violenza e di un presente in cui ha imparato a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Specialmente dal sesso forte. C’è quindi un consesso famigliare, ovvero un nucleo ristretto da cui estrarre il colpevole (Agatha Christie) e ci sono due personaggi che si aiutano nel risolvere un mistero e così facendo si aiuteranno anche l’un l’altro. Ma, come nel romanzo di Harris e nel film di Demme, anche qui è il “freak” della situazione, ovvero Lisbeth, ad essere protagonista essenziale e personaggio intrigante del film.

noomi-rapace-uomini-che-odiano-le-donneCome Hannibal Lecter insegna a Clarence Starling a conoscere il proprio “lato oscuro” (e a usarlo nel comprendere gli esseri umani), così Lisbeth si fa paladina di fronte al giornalista navigato di una vendetta – quella femminile – da sempre negata, capendo meglio di ogni altro la ferocia nascosta nel mistero. Sorta di angelo sterminatore, Lisbeth è capace di penetrare nei computer di chiunque, con un ribaltamento simbolico e freddo di quell’intrusione sessuale troppe volte subita dalle donne. Così, da gelida amazzone (ferita) diventa l’occhio e l’ingegno che fa saltare in aria il castello di carta della famiglia Vanger. E con essa dell’idea patriarcale che si nasconde in ogni famiglia. In questo, appunto, c’è la traccia complottistica del film (e del libro) che lega il potere maschile esercitato da sempre – dai tempi della Bibbia, come viene suggerito – sul “sesso debole” a quello esercitato con identica violenza nella società. Padri, fratelli, tutori, uomini d’affari, politici: il segno del maschio è la sopraffazione, e la trama suggerisce un sopruso universale da fermare con ogni mezzo.

Le due ore e mezza di film volano via. Il giallo funziona, così come funzionano l’innocua regia di Niels Arden e la fotografia nordica e distaccata. Tutto qui. Né più, né meno. Un buon prodotto da intrattenimento, gradevole e destinato a non passare negli annali.

Uomini che odiano le donne (Män Som Hatar Kvinnor), di Niels Arden Oplev, Svezia/Danimarca, 2009, 152 min.

Cast: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven-Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson, Marika Lagercrantz, Ingvar Hirdwall, Björn Granath, Ewa Fröling, Per Oscarsson, Michalis Koutsogiannakis, Annika Hallin, Sofia Ledarp, Thomas Köhler, Stefan Sauk, Gösta Bredefeldt, Reuben Sallmander.

Distribuzione: Bim

Uscita: 29 maggio 2009 (cinema)

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