Pubblicato da: nonhosonno | maggio 7, 2009

State of Playdi Kevin Macdonald

Gustoso e succulento, State of Play di Kevin Macdonald (L’ultimo re di Scozia) è un film americano fino al midollo (anche se il regista è britannico) in cui c’è tantissima azione, suspense, attori impeccabili, sceneggiatura brillante e in cui tutto trasuda epica. Insomma, divertimento puro ma unito al contenuto visto che il lavoro mette in scena temi molto complessi. State of Play è innanzitutto il canto del cigno della carta stampata, un’ode al giornalismo d’inchiesta tradizionale e alla figura del cronista come ce lo hanno tramandato proprio i film e i libri. Quello consumato dal lavoro, incasinato di brutto nella vita e nello spirito, privato del privato. Questo giornalista scrive per i giornali e di certo non lavora in tv (la banalità e velocità dell’informazione televisiva è messa in scena con rapidi scorci proprio all’inizio del film).

Così, fin dalle prime inquadrature, Cal McAffrey (Russell Crowe) è magnifico nella sua auto mezza distrutta a mangiare snack disseminati nell’abitacolo, bolso e accidentato mentre arriva sulla scena del crimine per iniziare a fare il suo mestiere. Cioè rompere locandinale palle, ma soprattutto negoziare. Perché c’è stato un duplice omicidio a Washington e il giornalista del Globe vuole indagare. E mentre Cal ragiona sul suo pezzo, arriva la notizia di un’altra morte, che prelude a uno scandalo. L’assistente dell’onorevole Collins (Ben Affleck) – un giovane deputato del Congresso che ha aperto una commissione d’inchiesta sugli appalti multimiliardari ad un’agenzia di security privata – viene schiacciata dalla metropolitana. Peccato che la sua assistente fosse anche la sua amante, peccato che Collins sia sposato, peccato che la sua credibilità sia compromessa, peccato che l’indagine gli venga “tolta”. Per fortuna, Collins ha un carissimo amico dentro i giornali: il nostro Cal, che però è uno che di domande se ne fa parecchie. Tanto da intuire che la verità sui due casi non è semplice. E da qui l’intrigo politico-giornalistico si impenna. Con i ritmi inverosimili ma tanto goduriosi della macchina cinematografica americana: le giornate sembrano durare migliaia di ore, tra mane e sera ne succedono di tutti i colori, e mentre qualsiasi essere umano avrebbe difficoltà a fare tutti quei giri in una piccola città, i protagonisti vanno e vengono come avessero il teletrasporto dentro una metropoli. Ovviamente, poi, non dormono e si nutrono solo di sandwiches davanti alla tastiera. E nonostante questo sono sempre lucidi e in forma.

È un codice noto e visto, ma anziché infastidire come accade spesso (basti pensare all’ultimo ridicolo film di Ridley Scott) il “gioco” risulta funzionale al messaggio. Come se fosse una sottolineatura paradossale dei ritmi stessi del lavoro giornalistico. Un mestiere che richiede tempo. Tanto tempo. Mentre la velocità dell’informazione oggi è un ostacolo, una truffa, un bluff, una roba da cinema, una roba falsa che crea irrealtà. L’altro tema portante del film è poi il confronto spesso strumentale e mai neutrale tra media e politica. La moglie di Collins (Robin Wright) dice che lestate-of-play-5 donne devono diffidare dei politici e dei giornalisti. Brutte razze entrambe, piene di strategie e di doppiezza. Ma in State of Play ce n’è una peggiore dell’altra e chi davvero ha la schiena dritta al di là di qualsiasi calcolo e sotterfugio è certamente il cronista. È Cal l’eroe della situazione, quello che cerca la verità, pur nelle sue contraddizioni, nel suo cinismo, nel suo narcisismo. Narrativamente il film è riuscito, con capovolgimenti di prospettiva continui, ma molto ben costruiti e “snocciolati” (lo si capisce sul finale, quando il killer si appresta ad uccidere, ma lo spettatore non sa prevedere chi). Bella scena d’azione nel garage. Titoli di coda commoventi.

State of Play, di Kevin Macdonald, USA, 2009, 125 minuti

Cast: Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Wendy Makkena, Katy Mixon, Viola Davis, Jeff Daniels, Maria Thayer, Harry Lennix, David Harbour, Rob Benedict, Zoe Lister Jones, Gregg Binkley, Arabella Field, Cornell Womack, Robert Bizik, Dan Brown, Eileen Grubba, Brennan Brown, Jason Bateman, Robin Wright Penn.

Distribuzione: Universal Pictures

Uscita: 30 aprile 2009 (cinema)

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