Pubblicato da: nonhosonno | novembre 29, 2008

Galantuominidi Edoardo Winspeare

Una breve sequenza all’inizio di Galantuomini. La protagonista del film, Lucia (Donatella Finocchiaro), una capo-cosca della Sacra Corona Unita, parla con il suo più caro amico d’infanzia, Fabio. Lei gli chiede come sta, sospettosa («Posso star tranquilla?») e lui, in sostanza, svicola la domanda e introduce un nuovo argomento. Ovvero: Ignazio è tornato in città, a Lecce (parentesi: poiché la prima scena del film è un ricordo d’infanzia che ha per protagonisti tre bambini, di cui una femmina e due maschi, e siamo certi che la bambina adulta sia Lucia, locandina2possiamo presumere che uno dei bambini fosse Fabio e, perché no, il terzo sia l’appena nominato Ignazio). Nella scena Fabio ci informa che Ignazio fa il magistrato, e dalle sue parole capiamo che è stato via dal Salento diversi anni. Fine della scena. Ne segue un’altra che costituisce di fatto l’evento dinamico del film – quello che mette in moto tutta la faccenda – e poi ci ritroviamo in un’aula di giustizia e vediamo un uomo che identifichiamo come un magistrato. Ovviamente, non può che essere Ignazio (Fabrizio Gifuni). La scena non serve a nulla (l’udienza in questione non è pertinente alla trama) se non a presentare Ignazio. La certezza che quel magistrato sia Ignazio, al di là di ogni dubbio, arriva allo spettatore alla scena immediatamente successiva. In cui Ignazio torna a casa e la voce di Lucia, dalla segreteria telefonica, lo informa che Fabio è morto. Nella scena successiva Ignazio torna al paese in cui è cresciuto, vicino a Lecce, per il funerale di Fabio. Fine della sequenza, che nell’economia di Galantuomini è incaricata soprattutto di presentare i due personaggi principali (Lucia e Ignazio), di cui possiamo già intuire il conflitto potenziale e l’attrazione latente, oltreché di innescare la vicenda con la morte di Fabio (la perdita di un “pezzo” d’infanzia).

Il cinema è un sistema di segni e dall’inizio di un film si può spesso capire come questi segni verranno “messi in fila” nel proseguio. Normalmente, quando vediamo un film, non riflettiamo su questi meccanismi. Anche perché la realtà – montaggio escluso – funziona più o meno allo stesso modo. E come nella realtà, galantuomanche al cinema ci sono segni più densi, enigmatici, o viceversa semplici, e soprattutto concatenazioni più o meno “piane”, scontate, o viceversa sorprendenti. Contrariamente alla vita, però, nel cinema è più interessante che la concatenazione sia impervia, lasci vuoti che lo spettatore possa colmare con la propria “enciclopedia” privata. Quanto più un film ci prende per mano, quanto più ricalca il sapere diffuso, stereotipato, e quanto più descrive la ovvia concatenazione degli eventi, tanto meno spazio ci sarà per metterci del nostro e tanto meno l’autore ci mette del suo. Perché questo sproloquio? Forse perché Galantuomini di Edoardo Winspeare resta in un tracciato dignitoso ed efficace, ma come nella sequenza sopra descritta non ci sono modi narrativi degni di nota.

Una malavitosa bella, sexy e di tempra. Un magistrato retto ma ammaliato dalla donna boss. Il gioco è fatto fin dalle prime scene. E la sequenza iniziale è montata nel modo più semplice che possa venire in mente. Perché uno dice “magistrato” e arriva il magistrato. Uno fa vedere tre bambini da piccoli, e dopo ce li mostra da adulti. Galantuomini non è brutto. È semplice e non fa male a nessuno. A poco servono il sole della Puglia, la bravura e la rara bellezza della Finocchiaro, l’onestà del plot malavitoso. E poi, come si fa a girare, ancora, una scena in cui una donna mezza sbronza, stoccazzandosi provocante, balla Glory Box dei Portishead («Give me a reason to love you», ecc. ecc.)? Davvero imbarazzante.

Galantuomini, di Edoardo Winspeare, Italia, 2008, 100 minuti

Cast: Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Beppe Fiorello, Giorgio Colangeli, Gioia Spaziani, Marcello Prayer, Lamberto Probo, Antonio Carluccio, Fabio Ponzo, Antonio Perrotta, Claudio Giangreco, Lorenzo Nicolì

Ditribuzione:01 Distribution


Uscita: 21 novembre 2008

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