Pubblicato da: nonhosonno | febbraio 28, 2008

Non è un paese per vecchidi Ethan Coen e Joel Coen

Io e la moneta siamo arrivati allo stesso punto”. Se questa frase, detta così, vi sembra incomprensibile, la capirete meglio dopo la visione del film premio Oscar 2008, Non è un paese per vecchi, che ha fruttato ai fratelli Coen anche la statuetta per la miglior regia. Cosa succede in un mondo in cui la vita e la morte possono essere decisi da un semplice testa o croce? Un mondo in cui la più spietata avidità prosciuga la coscienza? Ovviamente niente di buono. Come del resto, niente di buono viene fuori dall’inseguimento nel Texas meridionale di Lliewylin Moss (l’ottimo Josh Brolin), colpevole di aver trovato una valigetta piena piena piena di dollari. Roba che scotta. E che non è il solo a volere. Sulle sue tracce si metterà la furia di Chigurh – killer psicopatico incarnato splendidamente da Javier Bardem, anche lui fresco di Academy Award – ma anche una manica di messicani per niente convinti di lasciare il malloppo al tenace Lliewylin. Soldi, soldi, soldi. Soldi sporchi, per citare il titolo di un altro film (di Sam Raimi) in cui il denaro diventa motore di tragedia ineluttabile.

Pensando ai Coen, il riferimento più prossimo è ovviamente Fargo. E anche qui, come nel capolavoro che fruttò la seconda Palma d’Oro ai nostri eroi, da contraltare a un mondo senza pietà c’è la figura del vecchio sceriffo Ed Tom Bell (quanto è bravo, e sempre, Tommy Lee Jones!), così come in Fargo c’era la stupenda Francis McDormand, poliziotta incinta. Che alla fine faceva la domanda più bella e morale al povero killer superstite: “ne valeva la pena?”. Anche l’anziano Tommy Lee si fa molte domande. Solo che la fine del suo mondo è ormai cosa certa, non ha figli da destinare al futuro, e il suo pensiero è rivolto al passato o ai sogni cui ormai appartengono le sue idee di lotta e giustizia. Altra dissonanza parallela con Fargo è quella del paesaggio. Se lì la neve che tutto ricopre era metafora dell’avidità e della corruzione nascoste nel mondo domestico, qui il selvaggio paesaggio del Texas è aperta citazione della violenza maschile più “pura”, alla Peckinpah per intenderci. Il paesaggio fa riferimento al western individualista, senza più eroi o ideali, in cui ciò che conta sono solo la sopravvivenza e molti dollari in più.

Non è un paese per vecchi ha battuto, alla prova degli Oscar, il titanico P.T. Anderson de Il petroliere. Non deve sorprendere affatto, perché quello dei Coen è un film perfetto, compatto nella sua misura monolitica, perseguita senza remore dall’inizio alla fine, degna dell’oppressione sonora dei primi dischi dei Napalm Death. È un film capace di creare tensione perenne, da cardiopalma, fondato com’è su un gigantesco inseguimento tra motel, stazioni di servizio, cittadine anonime e vie silenziose. Quella terra di nessuno tra Stati Uniti e Messico in cui tutto è possibile, e la metamorfosi dell’uomo in animale cosa prossima. Nel film primeggiano alcune sequenze eccezionali, come quella della valigetta nel condotto d’areazione, incentrata sui due punti di vista “paralleli” di Bardem e Brolin. Tremenda, poi, la scena finale con la povera moglie di Lliewylin, e geniale la figura di Chigurh, un Terminator senza nessuna emozione, suprema incarnazione dell’inumano, incapace di sentire persino il dolore fisico. Con il suo caschetto sorprendente, le sue armi incredibili – ci metterete dei giorni a guardare una serratura come se nulla fosse – le sue battute fulminanti, Chigurh è il cuore (nero) del film, un personaggio veramente “alla Coen”. Estremo e ironico, capace anche di farci sorridere… ma a denti molto stretti. Insomma, film perfetto e di perfetta “tenuta” per due tiratissime ore. Il petroliere in questo proprio non riusciva, ma nel film di Anderson ci sono vette di cinema che rimangono impresse negli occhi, ed emozioni complesse che galleggiano nell’anima per giorni. Qui forse meno, ma l’armonia realizzata tra progetto e risultato è cosa preziosa, virtù essenziale, grazia raggiunta. Bisogna tenerne conto.

Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men), di Ethan Coen e Joel Coen, USA, 2007, 122 minuti

Cast: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper, Stephen Root.

Distribuzione: Universal Pictures

Uscita: Cannes 2007, 22 febbraio 2008 (cinema)

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Responses

  1. […] film dei fratelli Coen è un lucido delirio che fa perfettamente pendant con il premio Oscar di Non è un paese per vecchi. Stessa ossessività, toni diametralmente opposti. Sul sito dell’Unità il critico Pasquale […]

  2. […] troviamo di fronte a una trasposizione fedele di un testo senza i Coen dietro la macchina da presa (Non è un paese per vecchi sempre tratto da McCarthy). E la complessa cupezza di La strada rischia talvolta di diventare una […]


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