Pubblicato da: nonhosonno | marzo 21, 2007

Lezioni di volodi Francesca Archibugi

Per Vincenzo Mollica è un film bellissimo. E già questo dovrebbe bastare per tenervi lontani dalla sala. Ma se proprio volete vedere con i vostri occhi l’ultima opera “mai più senza” del cinema veltroniano… pardon, italiano, allora rafforzerete l’idea che Mollica è davvero una garanzia. Lezioni di volo della romana Francesca Archibugi conferma tutte le qualità del nostro cinema “alla matriciana”, quello nato tra il quartiere Parioli e le stanze dei ministeri, che al massimo può vincere il David di Donatello per poi essere trombato alla selezione degli Oscar. Finanziato appunto dal Ministero dei Beni Culturali (“Ai mediocri, se no, chi ci pensa?”, diceva Carmelo Bene), Lezioni di volo è bello come una fiction in quattro puntate da prima serata Rai… infatti, oltre al Ministero, a produrre c’è la Rai.

Ma veniamo alla storia. Apollonio e Marco sono due amici diciottenni, entrambi figli della ricca borghesia romana (ma proprio quella di Roma centro con enormi case da favola da 20mila euro al metro quadro). Essendo viziati e sfigati, i due hanno qualche problema comportamentale e vengono pure bocciati a scuola. Però – attenzione – dentro di sé sono buoni e coscienziosi. Il loro problema è che non hanno buoni rapporti con la famiglia (specie Apollonio). Marco poi, in realtà è figlio adottivo, di origine indiana. Quindi, per punirli della bocciatura le rispettive famiglie ricche gli pagano un lungo viaggio in India. A chi, del resto, dopo una bocciatura non è successo? Allora i due vanno in India, e visto che sono svegli come un animale impagliato, dopo cinque minuti gli indiani poveri e fregoni gli rubano soldi e documenti. Per la prima volta nella loro vita i due si trovano in difficoltà. Che faranno, visto che hanno il quoziente intellettivo di un pesce rosso? Fortunatamente, conoscono per caso una dottoressa italiana (Giovanna Mezzogiorno) che li aiuta e se li porta nel villaggetto in mezzo al deserto dove lavora come medico per un’organizzazione tipo Medici senza Frontiere… e va beh. In breve, tra lei che ha 34 anni e Apollonio diciottenne scoppia l’amore. Ma poi però lei è già sposata con un altro medico e lo ama. Con il cinno è solo un attimo di smarrimento e la storia non ha speranze. Ma non è questo il punto, perché in mezzo alla povertà e agli indiani buoni, alla scoperta dell’amore e alle difficoltà della vita nel villaggetto, i due babbei crescono perché c’è scritto nello script essendo Lezioni di volo un delicato romanzo di formazione. E non crediate di poter saltare il passaggio in cui il babbeo adottato va a cercare la sua vera mamma indiana. È morta. Però scopre di avere una sorella, che la sua famiglia ricca successivamente adotterà… infatti la morale del film è che se abiti in centro storico a Roma la tratta di bambini indiani è agevolata.

La Archibugi, oltre ad aver fatto l’ennesimo film mediocre, di stampo televisivo, scritto probabilmente da un elaboratore di dati che ha utilizzato sceneggiature preesistenti montandole per fare un prodotto “impegnato” e buonista, regala anche un bell’affresco dell’India con gli storpi e i bambini cenciosi. Dipingendo poi anche un ritratto di adolescenza troppo protetta per poter diventare adulta, ma in fondo buona come una vacca sacra. L’assioma che ne deriva è che i ragazzi non sono mai cattivi, al massimo i genitori sono un po’ brutti… ma anche loro non sono cattivi, sbagliano ma solo perché hanno i loro problemi… quei soliti problemi da professionisti che abitano a Roma centro. Il consiglio, allora, è di proiettare Lezioni di volo solo a Roma centro. Così, forse, il film può avere una sua utilità terapeutica.

Lezioni di volo, di Francesca Archibugi, Italia, 2006, 106 minuti

Cast: Giovanna Mezzogiorno, Andrea Miglio Risi, Angel Tom Karumathy, Anna Galiena, Flavio Bucci, Roberto Citran, Angela Finocchiaro, Mariano Rigillo, Manuela Spartà.

Uscita: 16 marzo 2007

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Responses

  1. Bellissima e bravissima l’attrice Giovanna Mezzogiorno!!!!

  2. Caro zio, chiedo scusa a tutti.
    Dopo aver visto questo film, ho picchiato un ragazzo indiano per la strada.
    Scusatemi tanto. Non so cosa mi abbia preso.
    Qualcosa non deve aver funzionato nella terapia.
    Dopo averlo picchiato gli ho detto:
    “Guarda bene, fratellino, guarda bene”, e la testa gliel’ho immersa nella fontana di Trevi.
    Poi sono arrivati gli infermieri della clinica e mi hanno portato via.
    Quell’indianino non ha mai fatto male a nessuno, dannazione, ma è questo film, questo film mi ha dato una nausea.
    Non è giusto! Non è giusto che io abbia nausea quando vedo il film, il dottore dice che doveva riportarmi la pace dentro e invece…qualcosa non ha funzionato.
    Alex


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