Pubblicato da: nonhosonno | gennaio 15, 2007

Mater Naturadi Massimo Andrei

Questa settimana non si può parlare del film della settimana. Che sarebbe il magnifico Cuori dell’84enne Alain Resnais, uno dei film più raffinati visti in una sala da anni. Ovviamente, a Ravenna lo ha programmato il cinema Jolly, perché il gestore di cinema capisce qualcosa… No, questa settimana bisogna parlare di un film assai meno bello di Cuori, ma di cui è doveroso riportare qualche annotazione. Il film in questione è Mater Natura, cioè la pellicola che ha spinto don Ugo Salvatori a far causa proprio al gestore del Jolly, cinema di proprietà della parrocchia di San Rocco. Visto che in questa città – unico luogo in tutta la penisola – il film ha creato molte polemiche, il cinema Jolly in “cordata” con la multisala Astoria lo ha riproposto ai ravennati, venerdì 12 gennaio alla presenza del regista Massimo Andrei. 300 persone hanno quasi riempito la sala grande dell’Astoria, dove necessariamente si è dovuto proiettare il film (figurarsi cosa sarebbe successo se lo avesse ritrasmesso il Jolly!). Bene, perché così almeno quelle 300 persone ora hanno compreso pienamente il significato del giudizio della Cei, e la conseguente portata dell’autogol dei vertici ecclesiastici ravennati.

Per la conferenza episcopale italiana il film è classificato come “inaccettabile e negativo”, quindi se ne sconsiglia vivamente la programmazione alle sale del circuito Acec, quello degli esercenti cattolici. Innanzitutto, va fatto notare che il cinema Jolly non fa parte del circuito Acec, per cui non è una sala parrocchiale… ma al di là di questo pur essenziale particolare, la valutazione della Cei diventa assai interessante dopo aver visto il film. Perché, insomma… come diavolo è questo Mater Natura? È bello, brutto, volgare, osceno? La storia è delle più semplici e lineari. Napoli, il transessuale Desiderio ama, ricambiato, il bell’Andrea. Solo che Andrea deve sposarsi con la giovane Maria, e non ha la forza di affermare il suo amore per un trans. I due si sposano e Desiderio soffre moltissimo, ma non si rassegna. Volendo delle spiegazioni, Desiderio va da Andrea che, tragicamente, rimane ucciso tentando di salvare proprio Desiderio dalla violenza di alcuni balordi. Andrea muore, Maria è incinta e Desiderio disperato. Ma la vita continua e l’amore non muore mai. Così, come gesto di conciliazione e generosità, Desiderio intesta la sua casa di proprietà al figlio di Andrea e Maria. Lui andrà a vivere, assieme alle sue amiche trans, nella azienda agricola “Mater Natura”, dove omosessuali e transgender coltivano la terra, fanno agricoltura biologica e offrono consulenza sentimentale agli uomini in crisi. Fine. Il tutto, ambientato come già detto a Napoli, è infarcito della tipica “tonalità” partenopea che forse è la caratteristica più forte del film, a livello stilistico.

Incrocio tra Pappi Corsicato e un film di Nino d’Angelo, Mater Natura non è certo un capolavoro, ma non è neppure brutto. La sua forza sta nell’avere poche pretese, nel darsi una misura chiara e precisa: Mater Natura vuole essere un film contro le discriminazioni, e parlare di omosessuali e transessuali come di persone. Raccontandone le paure e le inadeguatezze, il bisogno d’amore, il coraggio di chi (spesso con tanto dolore e provocando drammi famigliari… come Desiderio con sua madre e suo padre) cerca per sé un’identità che non è quella data dalla nascita. Mater natura è insomma una favola sull’amore, sia quello passionale che quello solidale, raccontata con tono lieve e delicato. Scelta vincente di un film in cui non si assiste a nessun episodio sessuale, non vengono esibite nudità, non vi è alcuna volgarità. Pensare che un film del genere sia immorale è immorale. Ma la posizione della Cei di fronte a un film come questo risulta inequivocabile e sembra dire che i trans non possono essere rappresentati sullo schermo. Forse perché sono esseri sbagliati, che danno il cattivo esempio, e non dovrebbero essere guardati, visti. Massimo Andrei, il regista, ha girato una favola dal tono delicato proprio per non incorrere in strumentalizzazioni e critiche. Ma neppure questo conta. Di queste cose, per la chiesa cattolica, proprio non se ne deve parlare, sono diseducative, non vanno mostrate. Sparare su Mater natura, però, è come sparare sulla croce rossa. Bisogna aver del coraggio.

Mater Natura, di Massimo Andrei, Italia, 2005, 90 minuti

Cast: Maria Pia Calzone, Vladimir Luxuria, Enzo Moscato, Valerio Foglia Manzillo, Luca Ward, Fabio Brescia, Franco Javarone, Teresa Del Vecchio.

Uscita: 21 aprile 2006

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