Pubblicato da: nonhosonno | gennaio 18, 2005

Privatedi Saverio Costanzo

Private, il primo film di Saverio Costanzo, è uno dei rari casi italioti in cui l’opera di un figlio d’arte non suscita senso di orrore, scoramento e desiderio di insurrezione popolare. Per cui passa in secondo piano l’idea che, mentre migliaia di giovani nessuno con la macchina da presa e la penna in mano faticano a realizzare i propri progetti, certamente Saverio avrà avuto pochi problemi. Veniamo al film, una pellicola dal respiro poco italiano (è un complimento), che racconta l’occupazione di una casa palestinese nei territori occupati da parte di un contingente dell’esercito israeliano. Costanzo ha preso attori israeliani e palestinesi e ha girato il film in Italia, nella Locride, interamente in digitale. Risultato: un film a basso costo, ma ad alta intensità emotiva e di alto profilo nella scrittura, che è in assoluto il punto di forza del lavoro. Il soggetto del film mette in scena una guerra da camera in maniera sapiente e matura, giocando sull’escalation della tensione e sulle dinamiche umane create dalla coabitazione tra la famiglia palestinese e il gruppo di soldati. Il capo famiglia, un intellettuale coraggioso, anziché andarsene sceglie (anche per i suoi cinque figli e la moglie) l’autoreclusione dignitosa e la convivenza con i soldati nemici, strategia difficile o forse, come il finale suggerisce, utopia fallimentare, poiché lo schema dell’odio è destinato a ripetersi all’infinito, mettendo tutti in un vero e proprio cul de sac ricorsivo. Il racconto del film mostra come ogni scelta conduca necessariamente al paradosso, perché andarsene sarebbe accettare i soprusi, restare significa vivere in una trappola per topi, diventare combattenti significa alimentare la spirale dell’inimicizia: il fatto è che non ci sono vie di fuga possibili, quando la mentalità che muove i fili del discorso non è quella dei singoli (che potrebbero venirsi incontro e riconoscersi nelle proprie uguaglianze e fragilità), ma dei meccanismi di potere altri da loro, che non a caso non vengono mai citati, inquadrati, concretizzati, e di cui il film mostra solo le conseguenze. I soldati israeliani sono infatti intrappolati nel nulla umano che l’odio crea tanto quanto la famiglia sotto sequestro, e le imprevedibili variabili interpersonali, che per un momento fanno intravedere spiragli di vicinanza e dialogo, sono sacrificate all’eterno ritorno all’uguale, alla macchina astratta che ha congegnato il marchingegno infernale. Private, premiato come miglior film a Locarno 2004, è ben scritto, ma non del tutto riuscito per le scelte di regia. Non sarà un capolavoro, ma sicuramente è un buon esordio.

Private, di Saverio Costanzo, Italia, 2004, 90 minuti

Cast: Lior Miller, Mohammed Bakri, Tomer Ruso, Arin Omary, Hend Ayoub.

Uscita: 14 gennaio 2005

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