Pubblicato da: nonhosonno | ottobre 16, 2004

La mala educacióndi Pedro Almodóvar

Lavoro sobrio ed efficacemente strutturato, La mala educación rappresenta una summa del miglior Almodóvar, un incrocio ideale tra La legge del desiderio, Matador e le intuizioni degli ultimi film del regista, Tutto su mia madre in particolare. Se dei primi riesuma la tematica del noir omosessuale, del film premiato con l’Oscar raccoglie lo spunto di artificiosità, di postmoderna messa in scena dei sentimenti, portandola qui ad una pulizia e ad una classicità inusuali per un regista non estraneo a sbavature. La storia de La mala educación è un incastro di scatole cinesi: un giovane regista in crisi narrativa incontra un ragazzo che dichiara di essere un suo vecchio compagno di collegio e suo primo, mai dimenticato amore. Il ragazzo ha scritto un racconto che parla della loro vicenda collegiale, fatta di preti adescatori e soprattutto della loro forzata separazione. Attraverso la lettura del racconto entriamo in un altro racconto, che racchiude in sé un altro racconto: fino a questo punto i piani di narrazione dell’intreccio sono tre, ma il film è destinato a complicare la stratificazione, a far proliferare le realtà, a modificare ulteriormente l’identità (o ciò che noi percepiamo come tale) dei protagonisti.

Per la prima volta Almodóvar si avventura in un lavoro freddo, distaccato: non c’è più nessuna pretesa di raccontare la vita e l’esito più maturo del film è quello di celebrare la rappresentazione della vita più che la vita come rappresentazione. Ciò che vediamo sullo schermo è sempre incorniciato da una narrazione, il racconto da cui si trarrà la sceneggiatura, il film che il regista protagonista realizzerà, il film che stiamo vedendo, la cui inautenticità è fortemente sottolineata dalla frase con cui il film si chiude. Il prezzo che Almodóvar paga per questo raffreddamento emotivo è certamente quello di coinvolgerci meno nelle vicende di personaggi, ai quali fatichiamo ad affezionarci, essendo null’altro che realtà momentanee e fuggevoli. Meglio così: se altrove l’emotività sgorgava a fiumi e le citazioni filmiche servivano a costruire la metacornice (Tutto su mia madre), qui l’emotività viene congelata perché non si esce mai dal piano del cinema e non si intercetta mai il piano della vita. La mala educación è forse il meno almodovariano dei film di Almodóvar ma è anche l’esito più compiuto di un discorso che il regista aveva aperto e che non sempre era sembrato in grado di sostenere.

La mala educación, di Pedro Almodóvar, Spagna, 2004, 110 minuti

Cast: Gael García Bernal, Fele Martinez, Javier Cámara, Lluís Homar, Daniel Giménez Cacho, Fran Boira, Raúl García Forneiro, Nacho Pérez, Petra Martínez, Leonor Watling.

Uscita: 10 ottobre 2004

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