Inserito da: nonhosonno | Aprile 5, 2009

Fortapàscdi Marco Risi

Ricorda un po’ Luigi Lo Cascio, per fisico minuto e sguardo ironicamente vigile, il bravo Libero De Rienzo. E alla storia di Peppino Impastato, piuttosto dimenticata almeno fino a I cento passi di Marco Tullio Giordana, non può che rimandare quest’altra storia, poco nota alla memoria nazionale, cui rende giustizia il film di Marco Risi Fortapàsc. Il 23 settembre 1985, mentre a Napoli c’è un grande concerto di Vasco Rossi, viene locandina_fortapascfreddato nella sua auto il giovanissimo giornalista Giancarlo Siani, 26 anni. Uno che faceva il precario per Il mattino nella microscopica redazione di Torre Annunziata, luogo reietto, marginale, periferico, in cui si consumavano guerre di clan camorristici con la connivenza dei poteri politici (sindaco socialista in primis) e una certa indolenza dei magistrati che però mandavano Siani in prima linea, a denunciare i fatti. Voleva fare il “giornalista giornalista”, Siani, non l’impiegato della stampa. Così, grazie anche alle dritte dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità (in cui poi si farà le ossa anche Saviano), Siani inizia a indagare là dove nessuno aveva osato mettere mano. Nell’intreccio tra politica, camorra, appalti e tangenti. Precorrendo i tempi, anche quelli della giustizia, e rimettendoci la vita.

Sostenuto dalla valida penna dello scrittore Andrea Purgatori (con lui anche ne Il muro di gomma), Marco Risi realizza un bel documento e un film ben congegnato, in cui lo stile è maturo e consapevole, in cui la mano registica si destreggia nel racconto. La storia è di quelle che vale la pena raccontare. Perché ci sono le aspirazioni giovanili sfregiate dallo status quo che mantiene il proprio potere, c’è la rimozione di una vicenda poco eclatante ma fondamentale per capire anche il valore dei tanti che lavorano tenaci nell’ombra, c’è il ruolo del giornalismo che nel nostro paese è difficilissimo tutelare, c’è la politica ammanicata che ancora oggi non fa il proprio dovere. Oltre a questo, poi, c’è appunto la capacità di raccontarla, questa vicenda, misurando i toni, calibrando i personaggi, rendendo umano e non eroico Giancarlo Siani, un giovane ambizioso, che voleva fare bene il proprio lavoro e fare il salto di qualità che meritava. Uno che voleva andare a lavorare in città. Non un eroe, ma un ragazzo coscienzioso con lo sguardo fisso sulla verità. E se la morte di Siani sotto le note di Vasco fa da pendant con quella del garzone Ciro – sottolineata dalla telecronaca di un gol di Maradona – più in generale serpeggia nel film un tono sommesso, quotidiano e più efficace. In un certo senso, contrapposto a quelli sopracitati, spiccano due 2_0_353642248momenti: la camera fissa su De Rienzo sul divano, sconvolto dalla morte di Ciro, mentre una voce fuori campo gli parla; l’attimo in cui il protagonista si toglie gli occhiali e, miope qual è, vede il mondo fuori fuoco. Da una parte, insomma, l’affresco napoletano fatto di idoli e tragedie che si mischiano, dall’altra la solitudine dell’uomo ben tratteggiata in questi passaggi. In mezzo, gli scorci di un paesaggio del sud derelitto e fatiscente e la “scena madre” in montaggio parallelo tra il consiglio comunale di Torre Annunziata e la riunione dei boss.

Il minimalismo convive con stilemi ben connotati, più epici e rodati fin dai tempi di Coppola, forse più didascalici e già visti. Il risultato complessivo è buono, il mix funziona, la storia ha ritmo, il personaggio emerge e, purtroppo, lo sconforto dello spettatore pure. Non fosse che per la cruda verità che ci butta in faccia Risi, ricordando un ragazzo morto perché aveva delle aspirazioni e faceva bene il proprio lavoro. Due cose che in Italia condannano a un’esistenza difficile, ma a Torre Annunziata possono essere una sentenza di morte

Fortapàsc, di Marco Risi, Italia, 2008, 108 minuti

 

Cast: Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Duccio Camerini, Marcello Mazzarella, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri, Gianfelice Imparato.

 

Distribuzione: 01 Distribution

 

Uscita: 27 marzo 2009 (cinema)

 


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