Inserito da: nonhosonno | Marzo 19, 2009

Gran Torinodi Clint Eastwood

Walt Kowalski ha fatto la guerra in Corea e ha lavorato una vita alla catena di montaggio della Ford, a Detroit, dove ancora vive. Ma il mondo attorno a lui è cambiato dagli anni ’50. Attorno alla sua bella casa in un quartiere un tempo residenziale abitano solo asiatici e immigrati. E lui, vedovo e dai rapporti rinsecchiti con i due figli adulti, è un uomo rude che non ha superato i traumi del passato. La violenza della guerra lo attraversa da ogni poro. Ma un giorno qualcuno tenta di rubargli la sua macchina Ford Gran Torino del 1972. E a sorpresa Walt si troverà a familiarizzare con i vicini di casa di origine vietnamita.

Summa definitiva dei personaggi interpretati da Eastwood nel corso della sua encomiabile carriera, Walt Kowalski è l’ultima incarnazione del divino Clint sullo schermo perché Eastwood non farà più l’attore. Per prima cosa, quindi, godetevi il riassunto di tutte le puntate precedenti. A partire da battute fulminanti chelocandina_gran_torino ricordano il gringo di Sergio Leone, per passare poi – e soffermarsi – all’ispettore Callaghan (in pensione), che è decisamente il riferimento più prossimo del protagonista di Gran Torino, toccare il sergente Gunny e arrivare infine all’Eastwood di Million Dollar Baby. Perché questo film è l’atto finale delle riflessioni dell’ultimo Clint sul rapporto tra padri e figli, passato e futuro, promesse tradite e sogni per l’avvenire. Ed è in questo che Gran Torino spicca il volo per consegnarci un messaggio di speranza e pacificazione. Callaghan è tramontato per sempre. I suoi figli sono i giovani immigrati perbene: è a loro che Eastwood consegna la propria paternità, a loro e a quelle famiglie tradizionali e laboriose circondate da un mondo violento, da cui vogliono sottrarsi. Non sono i figli borghesi di un’America imputridita dalle merci, dalle comodità e dai vizi, i veri consanguinei di Clint. Son ben altri e vedrete quanta sana responsabilità americana instilla Walt ai due ragazzini che vivono di fianco a lui. L’America è cambiata e cambierà. L’America da sempre multietnica lo è oggi ancor di più, e in maniera più radicale. E non è più con la violenza che si risponde alla violenza. Il futuro dovrà essere un ritorno allo spirito delle origini: lavoro, testa sulle spalle, capacità di instaurare legami affettivi. Ancora una volta Clint ribadisce lo spirito che l’America deve possedere e che la modernità ha tradito. Eastwood mette in scena tutto se stesso e le sue utopie, indicandoci con un sacrificio immenso la sua impossibilità di incarnare il futuro. Commovente, emozionante film testamentario di uno dei più grandi cineasti viventi, Gran Torino manderà in brodo di giuggiole i fanatici del regista.

Più che capolavoro assoluto, Gran Torino è però, soprattutto, Clint Eastwood all’ennesima potenza, quasi un film meta-cinematografico sul percorso artistico dell’allievo di Don Siegel. Onestà intellettuale e moralismo pervadono la poetica di questo titano. Eppure, come già si rilevava per il penultimo film, Changeling, Eastwood dopo Lettere da Iwo Jima ha abbandonato 2823409696la forma che meglio gli riesce, la più perfetta e profonda, la più adatta al suo sguardo inquieto e non pacificato, ovvero la tragedia. E se Changeling non assurgeva che al rango di dramma, questo Gran Torino con il suo passaggio di testimone, non si eleva a capolavoro forse proprio per il “dovere” di far quadrare il cerchio. Ma anche per la fortissima ironia che scorre copiosa nelle due ore di film. Ironia e autocitazione per un film molto bello, ma certo non straziante e stupendo quanto Mystic River e Million Dollar Baby. Del resto, anche l’ultima tragedia de L’Orestea di Eschilo è meno emozionante delle due precedenti. Ma è un punto d’arrivo necessario, per rifondare quel sogno e quella pace, della cui necessità Eastwood si è fatto portatore nei suoi capolavori del XXI secolo.

Gran Torino, di Clint Eastwood, USA, 2008, 116 minuti

Cast: Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, Austin Douglas Smith, John Carroll Lynch, William Hill, Chee Thao, Choua Kue, Brooke Chia Thao, Scott Eastwood, Xia Soua Chang, Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Brian Howe, Brian Haley, Dreama Walker, Nana Gbewonyo, John Antony, Doua Moua, Sarah Neubauer, Lee Mong Vang

Distribuzione: Warner Bros Italia

Uscita: 13 marzo 2009 (cinema)


Risposte

  1. Visita lampo anche qui! ;)


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie