Nell’anno in cui Gomorra viene escluso dalla competizione e un film di medio livello (The Millionaire) vince 8 Oscar, l’Academy Awards ha ricoperto di nominations Il curioso caso di Benjamin Button. Anche se, delle 13 potenziali statuette, solo 3 si sono trasformate in Oscar luccicanti (scenografia, trucco, effetti speciali), il parterre di premi e candidature in ogni caso non è di quelli che osano. Il film di Fincher è molto liberamente tratto dall’omonimo racconto del divino F. S. Fitzgerald e adattato per lo schermo dalla sapiente penna di Eric Roth, sceneggiatore da Oscar per Forrest Gump. Un risultato non bissato a questo giro, con la storia di Benjamin Button, bambino nato vecchio e morto in fasce. Un curioso caso che con quello dell’instancabile Forrest ha in comune molte cose. È un’altra storia di outsider ed è un’altra storia che avrebbe la pretesa di percorrere, attraverso le vicende di un bizzarro personaggio, il XX secolo americano. Il deforme e mostruoso Benjamin è nato infatti la sera della fine della prima guerra mondiale, quando viene abbandonato dal ricchissimo padre dopo che la madre perde la vita dandolo alla luce. E il film si conclude, nel letto di morte della donna da sempre e per sempre amata (altra analogia con Forrest Gump), nel giorno in cui l’uragano Katrina si abbatterà su New Orleans.
La domanda alla base del film pare essere: come si vive andando letteralmente contro il tempo? Conducendo una vita in cui anziché all’asilo si è cresciuti in un ospizio, e anziché veder diventare grandi i bambini si sono visti morire gli
anziani? Che accadrebbe, insomma, a vivere al contrario al resto del mondo? Nel prologo del film, del resto, è contenuta proprio la parabola centrale del racconto, con la vicenda dell’orologiaio che costruisce un cronografo che va indietro anziché avanti. Il curioso caso di Benjamin Button però non assomiglia per niente all’ultimo Coppola ma piuttosto a un film della Disney e la piattezza della vicenda è quasi avvilente. Nulla va diversamente da come dovrebbe andare. La lacrimuccia è cronometrata a puntino, la storia d’amore è già scritta e l’insopportabile commento musicale interviene nel secondo esatto previsto dalle regole auree del senso comune. Non si capisce in fondo il senso della vicenda. E il suo significato sembrerebbe essere: tutto è relativo, la vita è cambiamento, ciò che resta sono i sentimenti e i legami. Fine della storia. E due ore e tre quarti sono lunghe.
Scenografie sontuose da cartone animato – più che burtoniane – accompagnano un lavoro sorprendente per un regista come David Fincher che, al suo penultimo film, aveva infilato un’opera complessa come Zodiac. Mentre qui ci sono cose che andrebbero letteralmente tagliate: le parti della seconda guerra mondiale sono inutili, così come l’accenno alla tragedia di New Orleans del 2005. Degni di interesse gli effetti speciali della premiata ditta Barba-Preeg-Dalton-Barron, realizzati in motion capture, una tecnica di nuova generazione usata anche nella trilogia de Il signore degli Anelli. L’essere che vedrete sullo schermo, dall’inizio alla fine, è Brad Pitt, anche quando è alto un metro. Sulla faccia dell’attore sono stati posti dei sensori che ne catturano i movimenti del volto e la struttura ossea. Questi speciali marcatori riproducono un’immagine virtuale al computer, che viene innestata sul corpo di un altro attore (nelle scene iniziali, un
bambino). Anche il ringiovanimento di Pitt alla fine del film (quando ha circa 20 anni) è frutto non di trucco ma di effetti digitali. Per il resto, il marito di Angelina Jolie è come al suo solito espressivo come una rapa. Gli andrebbe raccomandata una dose massiccia di fratelli Coen, con i quali ha dato la performance più strepitosa della sua carriera. Penalizzata dal piattume generale anche la brava e bellissima Cate Blanchett.
Il curiosio caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button), di David Fincher, USA, 2008, 159 minuti
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Julia Ormond, Jason Flemyng, Taraji P. Henson, Lance E. Nichols, Elias Koteas, Faune A. Chambers, Donna DuPlantier, Jacob Tolano, Ed Metzger, David Jensen, Joeanna Sayler, Mahershalalhashbaz Ali, Fiona Hale, Jared Harris, Joel Bissonnette, Marion Zinser, Deneen Tyler, Elle Fanning
Distribuzione: Warner Bros Italia
Uscita: 13 febbraio 2009 (cinema)
oh… che bello, finalmente ho trovato qualcuno che considera questo film mediocre.
Da: Malfrè su Marzo 21, 2009
alle 1:35 am