Inserito da: nonhosonno | Novembre 20, 2008

Changelingdi Clint Eastwood

Ancora una storia vera sugli schermi. Los Angeles, 1928, Christine Collins (Angelina Jolie) alleva il figlio Walter da sola lavorando come caporeparto in un grande centralino di Los Angeles. Christine è una donna forte e una madre premurosa, Walter è tutta la sua vita. Solo che un giorno Walter scompare. Christine denuncia immediatamente la cosa al Los Angeles Police Department, secondo molta parte dell’opinione pubblica il più corrotto tra i dipartimenti del paese. Anche per questo, la polizia ricaverebbe una buona immagine a risolvere il caso del piccolo Collins. La locandinapg11verità è che non sa che pesci pigliare. Ma un bel giorno il capitano Jones va dalla signora Collins, in ufficio, e le dice che hanno trovato Walter. Christine piange di gioia, ma smetterà presto. Appena vedrà il bambino, che semplicemente non è suo figlio. Ma la polizia insiste: «lo provi per un paio di settimane», le dice (pare testualmente) il capitano. Christine è senza parole, si sente in trappola, non sa che fare. Circondata da giornalisti, incalzata e intimidita dagli agenti, accetta di portare a casa il finto Walter. Qualche giorno dopo, la Collins torna però alla polizia per ribadire che il bambino che le hanno portato non è suo figlio. Non ascoltata, e anzi dileggiata, la Collins inizia a protestare apertamente e, su suggerimento di un predicatore (John Malkovich), si rivolge alla stampa. Iniziando a dare fastidio ai poteri forti della città – sindaco compreso – la Collins viene prelevata dalla polizia e internata in manicomio… e come finisce la drammatica storia non è proprio giusto svelarlo.

Changeling, il nuovo film di Clint Eastwood, racconta questa tremenda vicenda nell’America sull’orlo della depressione. Primo tempo da brivido, secondo tempo parecchio debole per un lavoro decisamente meno bello di quanto sulla carta potesse essere. Il tema interessante del film è affrontato nella prima metà. Il rapporto tra verità condivisa e potere, la costruzione della realtà da parte di chi detiene la forza. Ovvero, violenza disumana, puro esercizio di potenza che porta la gente onesta alla follia. Proprio dove finiva Mystic River, inizia questo film. La prima parte di Changeling tratteggia poi un’atmosfera magnificamente ellroyana. Una Los Angeles marciscente, in cui la polizia è cattiva e corrotta, c’è un reverendo dall’aria ambigua, e i bambini spariscono senza lasciare traccia. Aleggia la fredda morte fin dalla prima inquadratura. La prima parte del film, un lavoro di smisurata violenza, è davvero agghiacciante. Pare quasi un horror. E le scene del manicomio in cui viene rinchiusa la Jolie rimandano a quelle terribili di Frances. Perché c’è anche la tematica femminile, tra le righe. Il fatto di essere donne significa essere deboli. Soggette alla volontà altrui. Una donna che va contro all’autorità, alle istituzioni, è semplicemente finita.

Purtroppo (per lo spettatore, non certo per la povera Christine) il secondo tempo del film porta Changeling lontano, molto lontano, dalla tragedia. È stato un terribile misfatto, ma si può rimediare. Perché ci sono anche i buoni. E sono tanti. Ed Ellroy exchange2nel secondo tempo non c’entra proprio più niente. E tutto il discorso sulla verità va a farsi benedire, perché il punto per il vecchio Clint è che l’America è un grande paese e la democrazia americana è in grado di correggere le proprie aberrazioni. La Collins in qualche modo verrà risarcita, come tutti i cittadini giusti di quella grande nazione. Insomma, più che mai Eastwood è manicheo e privo di sfumature. Più che mai capiamo perché Clint è e resta un grande conservatore. Intendiamoci, il film è molto buono. È molto forte e intenso, e non si tira indietro di fronte a niente. E dipinge un mondo orrendo. In cui ci sono i bambini indifesi, gli orchi cattivi, le mamme buone e il potere corrotto. Dipinge una società di pericoli e terrore sotto traccia, sempre presente. Un mondo brutto. Questo Eastwood lo sa, eccome. Però, questa volta, non c’è tragedia. Nessuna figlia mandata a morire cercando di dare e ritrovare la speranza (Million Dollar Baby), nessun morto vivente da sacrificare per legittimare la vendetta (Mystic River), nessuna cronaca di una morte annunciata degli eroi dimenticati dalla storia (Lettere da Iwo Jima). C’è una mamma che cerca disperatamente il suo bambino contro i cattivi, aiutata da tanti tanti buoni. Grande fotografia, come sempre efficace la musica di Eastwood.

Changeling, di Clint Eastwood, USA, 2008, 140 minuti

Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner

Distribuzione: Universal Pictures

Uscita: Cannes 2008, 14 novembre 2008 (cinema)


Risposte

  1. Da brivido… un film davvero bello e inquietante, peccato che la fine non sia quella sperata, bell’esempio di grande coraggio e determinazione mi sarebbe piaciuta conoscerla la signora Collins

  2. Meraviglioso…commovente…inquietante…avverti il dolore straziante di una madre che sembra così fragile ma che in realtà è coraggio puro.

  3. [...] pervadono la poetica di questo titano. Eppure, come già si rilevava per il penultimo film, Changeling, Eastwood dopo Lettere da Iwo Jima ha abbandonato la forma che meglio gli riesce, la più perfetta e [...]


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