Inserito da: nonhosonno | Novembre 1, 2008

Vicky Cristina Barcelonadi Woody Allen

Invecchiando le cose si vedono con distacco. E, da lontano, si vedono meglio. Qualcuno che conosco dice infatti: “nella vita l’importante è essere vecchi dentro”. Probabilmente ha ragione. Solo che per la maggioranza dei viventi la saggezza si conquista letteralmente in tarda età. Con il declinare del desiderio. Consoliamoci, perché tra questi pare esserci anche Woody Allen. Che ha cambiato tono in questi anni, alternando un cupo dramma a una lievissima commedia, ma soprattutto guardando le cose con sempre maggior “spirito di geometria”. Cui, non a caso, fa pendant la senilità erotica (Kubrick aveva più o meno la stessa età quando ha girato Eyes Wide Shut) di uno che ha da tempo messo una pietra sopra alla commedia umana dell’amore. Woody vede le cose nella loro apparente complicatezza, nella loro reale semplicità. Perché, sembra dire il nostro, non è che ci siano poi tante cose da sapere sull’amore. Ce ne sono tre o quattro al massimo. Purtroppo. Perché sarebbe bello ci fossero altre regole da imparare o vie d’uscita nascoste per tollerare l’intollerabile verità.

 

In Vicky Cristina Barcelona – film leggero come una piuma, rohmeriano nei momenti migliori – Vicky (Rebecca Hall, bellissima) e Cristina (Scarlett Johansson, erogena al suo solito) hanno deciso di passare l’estate a Barcellona. Le due amiche sono molto diverse tra loro. La prima desidera la stabilità, e l’ha trovata nel fidanzato Dug che sta per sposare. La seconda non sa cosa vuole dall’amore, ma non smette di cercare passando da una relazione all’altra senza sosta. Entrambe se la dovranno vedere con Juan Antonio (Javier Bardem, lasciato il caschetto dei Coen bros.), pittore sciupafemmine con qualche problemino con l’ex moglie (Penelope Cruz, scatenata). Perché i due si amano ancora, ma hanno chiesto troppo alla coppia e ora sono condannati a trovare “l’ingrediente che manca”. E mancherà sempre. A corollario, una 60enne in crisi col marito, suo trentennale compagno in quello che sembra il migliore dei matrimoni possibili. Come suggeriva Kubrick nel capolavoro mortuario con i cadaveri Kidman-Cruise, il matrimonio è uno strumento potente per contenere il disordine, è selezione individuante, è desiderio costruttivo che si oppone al mero principio di piacere. Che tutto vuole quindi tutto distrugge. È una risposta (imperfettissima, come ogni altra) all’indifferenziato e all’assenza del limite. Però, attenzione, in un momento di verità – a occhi spalancati – potremmo renderci conto che la coppia contiene in sè proprio la crisi che desidera ardentemente negare. Ecco, nella leggerezza di Vicky Cristina Barcelona il nostro Woody accenna sornione a tutto questo, con lo sguardo di uno che ne ha viste tante.

 

Il film è grazioso. Funziona la voce narrante che sottolinea l’effetto “parabola”; cattivissimo il soffermarsi insistito sulle babbucce del noioso Dug; perfida la soluzione del finale, in cui il “riscatto” dal matrimonio borghese finisce come vedrete. Quello che può disturbare in questo Vicky Cristina Barcelona è il vincolo produttivo. Perché la municipalità di Barcellona ha invitato il regista a girare in città, pagandogli in sostanza mezzo film. Ma l’effetto cartolina si vede e il risultato sembra talvolta uno spot alla città catalana. E soprattutto ai vini spagnoli, visto che tutti quanti bevono in continuazione (sono poche le scene in cui qualcuno non abbia un bicchiere in mano). Va detto però che il regista riesce in parte a piegare tutto questo – vino a parte – alla struttura di un film volutamente “fuori dal mondo”, in cui ovviamente i protagonisti non hanno problemi economici, sono tutti mezzi artisti o intellettuali (Dug a parte, “un uomo di successo”, pragmaticamente immerso nel mondo degli affari) e si muovono con irreale soavità in quella che a tutti gli effetti è la tragica realtà della coppia.

 

Vicky Cristina Barcelona, di Woody Allen, USA/Spagna, 2008, 90 minuti

 

Cast: Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Javier Bardem, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Chris Messina, Julio Perillán, Manel Barceló, Josep Maria Domènech.

 

Distribuzione: Medusa

 

Uscita: Cannes 2008, 17 ottobre 2008 (cinema)

 


Risposte

  1. E’ un film che abbiamo trattato anche noi, a presto


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