Linda (Frances McDormand) vuole “riprogettare se stessa” con quattro interventi di chirurgia estetica. Però non sa come pagarseli, perché non ha un lavoro da soldi (è impiegata in una palestra) e la sua assicurazione medica si rifiuta di coprire le spese. Capita però che il suo collega Chad (Brad Pitt), un vero idiota, trovi negli spogliatoi un dischetto con nomi, codici, cifre… “Roba che scotta! Roba della Cia!”, dice Chad. Roba, pensa Linda, per farsi un po’ di dollari ricattando il proprietario del cd (John Malkovich). Un’ex spia che, poveretto, ha già i suoi problemi. Primo: la Cia lo ha silurato con un calcio nel di dietro pochi giorni prima. Secondo: la moglie (Tilda Swinton) lo tradisce con Harry (George Clooney) e ha tutta l’intenzione di lasciarlo. Ma tutto questo a Linda non interessa. Perché lei è una che pensa positivo, va sempre avanti e ora ha un obiettivo chiaro: culo piccolo, tette grosse, via le zampe di gallina dalla faccia. Costi quel che costi.
Il nuovo film dei fratelli Coen è un lucido delirio che fa perfettamente pendant con il premio Oscar di Non è un paese per vecchi. Stessa ossessività, toni diametralmente opposti. Sul sito dell’Unità il critico Pasquale Colizzi “chiama” scherzosamente Burn after reading “Non è un paese per sani”. Ottima, azzeccatissima analogia. Il terzo – e purtroppo ultimo – capitolo della trilogia dell’idiota si conclude infatti con un trionfo
di scemenza dal cuore nero. Dai titoli di testa che prendono per i fondelli tutti quei film di spie, spioni e uomini superbionici dalle mille identità, fino a Brad Pitt che ricatta un riottoso Malkovich facendogli la faccia cattiva che ha visto negli stessi film di cui sopra, i Coen si divertono a mettere alla berlina tutte le false, immaginifiche “cose serie” del mondo scemo in cui viviamo. A partire dalla più seria di tutte: la Cia. Cioè coloro che, per la nostra sicurezza, dovrebbero essere in grado di dare un senso agli eventi, maneggiare il mondo con intelligenza… e che alla fine qui deducono: «Cosa abbiamo imparato? Che non dobbiamo ripetere gli stessi errori… sì, ma quali?». I Coen se la ridono fin dal titolo, che ricalca le formule segrete che, ci immaginiamo, costellino il mondo delle spie.
Il film non fa sbellicare quanto lo scemissimo Prima ti sposo e poi ti rovino, che era un’infilata di gag. Però alla fine è più geniale e Burn after reading si gusta man mano che procede. Se ne capiscono le intenzioni un po’ alla volta. Certo ci sono cose davvero divertenti. Brad Pitt sopra ogni altra. Ciuffo cotonato e colpi di sole, come il Matt Dillon in Tutti pazzi per Mary, il belloccio di turno viene messo a fare il cretino…
ed è una rivelazione. Chad è un vero imbecille e i due registi non si tirano indietro a renderlo imbecille al massimo. Ma, gag e scemenze a parte, Burn after reading rivela appieno la sua sostanza solo alla “quadratura” del cerchio. Un mondo di scemi, mosso da ossessioni e menzogne, governato da incapaci. E alla fine ditemi voi cosa divide Linda dallo spietato Chigur (alias Javier Bardem in Non è un paese per vecchi)? Forse che una è idiota e l’altro molto, molto cattivo. Ma entrambi non si fermano davanti a niente: Chigur vuole i soldi come Linda la sua liposuzione. E se il primo non ha bisogno di motivare la sua perseveranza, Linda si ripete il ritornello del “pensiero positivo” per sentirsi nel giusto. Ma la conta finale del disastro non sarà tanto diversa! Quindi un dubbio incombe, nella “doppietta” annuale dei Coen: non è che la suprema idiozia, facendo una strada più tortuosa, arrivi proprio là dove la cattiveria si dirige dritta e sicura? A voi l’ardua sentenza. Attori straordinari. Di Brad si è detto. Grandi anche George Clooney, Tilda Swinton e soprattutto la sempre bravissima Francis McDormand.
Burn After Reading – A prova di spia, di Ethan Coen e Joel Coen, USA, 2008, 96 minuti
Cast: Francis McDormand, Brad Pitt, George Clooney, John Malcovich, Tilda Swinton, Richard Jenkins, J. K. Simmons, David Rasche.
Distribuzione: Medusa
Uscita: Venezia 2008, 19 settembre 2008 (cinema)