Inserito da: nonhosonno | Settembre 19, 2008

Il papà di Giovannadi Pupi Avati

Bologna, seconda metà degli anni Trenta. Michele Casali (Silvio Orlando) insegna disegno al liceo classico Galvani dove va a scuola anche sua figlia, Giovanna (Alba Rohrwacher), una ragazza di 17 anni con problemi psichici. Michele la adora, ma nega la realtà contribuendo a incoraggiare la fuga di Giovanna in un mondo ingannevole. D’altro canto la madre Delia (Francesca Neri) non ha instaurato alcun rapporto con la figlia. La precaria situazione famigliare precipita quando Giovanna si innamora, facendosi illusioni che verranno disattese. La reazione di Giovanna alla frustrazione emotiva sarà estrema e la porterà all’omicidio. Da quel momento, la famiglia Casali dovrà davvero fare i conti con lo stato delle cose. In concorso alla 65esima mostra del cinema di Venezia appena conclusa, Il papà di Giovanna è un film validissimo, che segna il ritorno di Pupi Avati (dopo Il nascondiglio e La cena per farli conoscere) alla “sua” Bologna e alle vicende ambientate in un passato lontano. Un mondo codificato e cristallizzato nelle fotografie che il regista ci mostra nei titoli di testa, e che animandosi danno vita al film che pare così un oggetto incastonato in un universo parallelo, eterno, idealizzato. Cinema come ricordo, che si riattiva quando la memoria risuona con le immagini mentali del passato.

Il regista bolognese racconta una storia molto forte, a tratti violenta, di relazioni inceppate, di vite incagliate e di malattia psichica. Tratto dall’omonimo romanzo dello stesso Avati, il film governa perfettamente la propria poetica riuscendo a raccontare anche i lati oscuri delle vicende umane con quel tocco di malinconia cui Avati ci ha abituato. Da un certo punto di vista, il cinema di Avati è ineccepibile: di perfetta fattura, mai banale, capace di dire la verità. E ancora: bella la fotografia, scritti bene i dialoghi, musica in tono del fido Ortolani. Il papà di Giovanna è un abito di sartoria, di quelli eleganti di una volta. Certo Avati non osa mai più di tanto. Non ci sarà mai in lui il guizzo dell’imprevisto. Per capirci, la forza del film sarebbe stata totalmente “altra” se Avati avesse raccontato questa storia in epoca contemporanea. Credo non lo avrebbe mai fatto. Ambientare la vicenda negli anni ’30 ammorbidisce la durezza del racconto. Da una parte distanzia nel tempo una storia terribile dandone una visione più tenue che ferina, con lo stesso procedimento con cui la memoria stempera gli eventi dolorosi e nel tempo li sbiadisce. Dall’altra, la consonanza della vicenda di questa famiglia con il contesto sociale e politico (siamo in piena era fascista) addolcisce ulteriormente la narrazione inserendo il fatto privato nella grande follia collettiva della dittatura e della guerra. Una follia condannata dalla storia stessa. Che in qualche misura fa da “contenitore più grande” ai meccanismi di negazione, rifiuto della realtà e incomprensione della famiglia Casali.

Avati non è un tragico, ma un drammatico. Addomestica l’abisso senza riscatto che le vere tragedie hanno. Non critiche ma analisi. Perché Il papà di Giovanna è un buon lavoro, intenso, convincente. Una parola per il cast, in cui primeggia Silvio Orlando giustamente premiato a Venezia con la coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile. Molto brava anche la Neri, in un ruolo molto duro e sfaccettato. Il personaggio di Delia, una donna fragile e fredda che non ama il marito e che rifiuta la figlia “imperfetta”, è un personaggio complesso che via via nel corso del film cresce d’importanza. Brava la Rohrwacher, ottima scoperta del cinema italiano di questi ultimi anni. Più di un dubbio invece per la scelta di Ezio Greggio, nella parte del vicino di casa poliziotto. Davvero poco convincente. Lasciamolo a Striscia la notizia.

Il papà di Giovanna, di Pupi Avati, Italia, 2008, 104 minuti

Cast: Silvio Orlando, Francesca Neri, Alba Rohrwacher, Ezio Greggio, Serene Grandi, Manuela Morabito, Paolo Graziosi, Gianfranco Januzzo, Valeria Bilello.

Distribuzione: Medusa

Uscita: Venezia 2008, 12 settembre 2008 (cinema)


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