New York è opprimente e senza le sue mille luci in questo film scuro come la pece, plumbeo come un cielo di tempesta, asfissiante come l’idea di essere sepolti vivi. Invecchiare non fa diventare più ottimisti (Woody Allen ne è un’altra prova) e alla bellezza di 83 anni Sidney Lumet firma un’opera in nero come non se ne vedevano da tempo. Fatto sta che una discesa agli inferi di tal fatta non si ricorda dai tempi dell’Harvey Keitel “cattivo tenente”, sebbene il film di Ferrara possa risuonare con questo Onora il padre e la madre soltanto per la
determinazione sistematica con cui il degrado pervade lo schermo. Brutta storia, quella di Andy e Hank. Due fratelli all’apparenza rispettabili. Ma non è così. Il primo è ambizioso, sposato, tossicomane e con uno stipendio a sei cifre che guadagna – non senza qualche frode – in una grossa agenzia immobiliare di Manhattan. Il secondo fragile, con un matrimonio fallito alle spalle, un modesto lavoro, subdolo al punto di portarsi a letto la moglie frustrata di suo fratello. Uniti solo dal bisogno di denaro: per mantenere la grandeur e riscattare il suo matrimonio Andy, per veri e propri dissesti esistenziali Hank. Così, il patto scellerato ha inizio e i due decidono di fare una rapina. Dove? Nella gioielleria dei genitori, in una zona periferica della grande mela. Il piano è perfetto: conoscono il posto, sanno che a quell’ora non ci lavorano i loro parenti, i gioielli sono assicurati e nessuno si farà male. Inutile dirvi che le cose non andranno per niente così. E Lumet – costruendo un racconto a mosaico di punti di vista e temporalità differenti – racconta quella maledetta rapina all’inizio del film. Quella mattina di un giorno da cani. Che si trascinerà dietro la tragedia più fosca, che poco ha da invidiare in quanto a violenza e orrore i piani sanguinari di Clitemnestra nella lontana Orestea. Sono affari di famiglia, di rancori esplosivi, di patricidi tentati e simbolicamente messi in atto.
È un’opera dura e tremenda, che ancora una volta (ultimamente accade spesso con i registi americani) sbatte in faccia allo spettatore quanto lontano si possa spingere la miseria umana, l’abiezione, la sete di denaro e di vendetta. Non esiste più un legame affettivo che tenga. E i soldi sono esternazione oggettuale, sublimazione concretissima dell’odio che scorre lento nelle viscere delle pareti domestiche. Perché al fondo c’è la rivalsa sul padre, l’incapacità di diventare adulti e amare. Il film lavora sul crinale pericoloso di un racconto estremo e regge bene grazie a una sceneggiatura di alto livello che disegna personaggi dotati di quello spessore necessario (non era facile) a rendere credibile il racconto. Lumet vuole portare alle conseguenze più radicali il degrado morale di un mondo alla deriva e vince la scommessa dopo aver puntato una posta molto alta. Siamo in un mondo di morti viventi (il titolo originale è Before the devil knows you’re dead) che inseguono insensatamente e senza direzione quel “di più”
che solo il deserto affettivo può fondare, come un grido disperato dalle viscere della terra. Persone che le generazioni precedenti (il padre e la madre del titolo italiano) possono solo rifiutare di aver partorito e allevato. Ma che hanno, di fatto, partorito e allevato: per questo viene messo in scena il disconoscimento sia della figliazione che della propria generazione. Qualcosa si è rotto. Ma il danno è già accaduto. Non a caso, e non solo per buon gusto estetico, Lumet mostra subito la messa in atto di una frattura insanabile: da lì la morte invade lo schermo, il resto è causa-conseguenza (in fondo è lo stesso) inevitabile.
A rendere tutto perfetto aiutano anche i grandissimi attori che danno corpo ai protagonisti. Di Philip Seymour Hoffman (tolte le vesti di Truman Capote) non si sa più che dire: magistrale. Ethan Hawke strappa applausi nelle vesti dell’infantile Hank, ottimo il grande vecchio Albert Finney (nella parte del padre Charles) e anche Marisa Tomei, moglie più che sull’orlo di una crisi di nervi. Grandi attori, questi americani!
Onora il padre e la madre (Before the Devil Knows You’re Dead), di Sidney Lumet, USA, 2007, 117 minuti
Cast: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Aleksa Palladino, Michael Shannon, Amy Ryan, Sarah Livingston, Rosemary Harris.
Distribuzione: Medusa
Uscita: Festival di Roma 2007, 14 marzo 2008 (cinema)