Pietro (Nanni Moretti), assieme a suo fratello, sta salvando dall’annegamento in mare due sconosciute mentre a pochi chilometri sua moglie è morta in un incidente domestico. Pietro non c’era, ma c’era la figlia Claudia di 10 anni, che al suo arrivo gli corre incontro in lacrime: “Dov’eri? Dov’eri?”. Funerali, condoglianze… e la vita continua. Bisogna andare a lavorare e a settembre ricomincia la scuola. Solo che a Pietro non interessa niente delle fusioni/acquisizioni della casa di distribuzione cinematografica in cui è top manager. E il primo giorno di scuola, dopo aver accompagnato Claudia, Pietro sente irresistibile il desiderio di non andare più in ufficio. Così decide di fermarsi al parco, di fronte alla scuola della figlia, seduto su una panchina. Per non lasciare sola Claudia, ma soprattutto per sospendere la propria vita e vederla da un’angolazione totalmente diversa.
Dal torrenziale flusso di coscienza di Sandro Veronesi, Caos Calmo, Antonello Grimaldi ha tratto un racconto piegato necessariamente alle esigenze della durata cinematografica. Nel libro la complessità di questo lutto trattenuto e il ritratto psichico del personaggio di Pietro – che ha molte ombre, molte rigidità e ambiguità – erano il centro narrativo, lasciando ai tanti personaggi secondari il pregio di comporre una dimensione corale articolata. Nel film di Grimaldi (Il cielo
è sempre più blu e molte puntate di Distretto di polizia) tutto viene estremamente semplificato, con il rischio di far diventare intreccio nudo e crudo le esperienze interiori, le riflessioni che danno significato a una vicenda simile. Che non c’entra quasi nulla con l’elaborazione di un lutto, che non è La stanza del figlio-parte seconda. Il problema è che nel tentativo di sintesi e semplificazione del film, il personaggio di Pietro non emerge nel proprio dramma e il suo problema profondo non spicca con chiarezza. Ugualmente, tutti i personaggi secondari (esclusa l’ottima resa del fratello di Pietro, interpretato da un perfetto Alessandro Gassman) sono simbolicamente abbozzati per creare un contraltare alla solitudine del protagonista, un “coro” di stereotipi oppositivi o solidali, dialoganti o muti.
Il primo tempo può dare adito a una certa aspettativa, ma nel secondo le fila del discorso non vengono risolte. La seconda parte infarcisce il film di una serie innumerevole di sottotrame che non aiutano a delimitare il tema portante (tutta la storia del lavoro, la conclusione con Roman Polanski… ma che c’azzeccano?!). Ed è anche in questo senso che la celeberrima scena di sesso con Isabella Ferrari (la
donna che Moretti salva nella prima scena del film) non funziona e sa davvero di trovata commerciale. La scena non è motivata, non è sostenuta da presupposti sufficienti, se non ci fosse non ne sentiremmo la mancanza. Infatti è una scena molto imbarazzante. Perché non si capisce da dove spunti fuori. Poi, vedere Nanni che fa sesso è come veder trombare Paperino o Woody Allen, o una di quelle icone che per quanto si sforzino ad essere duttili sono in primo luogo, e sempre, icone dell’immaginario. Intendiamoci, Moretti nel film dimostra di essere un valido attore, ma resta uno che condiziona qualsiasi film in cui metta piede. Non è John Cassavetes. Che poi Moretti abbia condizionato il film è chiaro come il sole: la riduzione del romanzo a sceneggiatura è firmata da lui, e anche la regia contiene spunti molto morettiani. Come la scena del “corteo” delle mamme all’uscita da scuola, quelle in cui Claudia è in palestra, fino addirittura alla quasi autocitazione da Palombella Rossa con il tormentone “Ti ricordi? Ti ricordi? Ti ricordi?”. Per concludere, Caos Calmo promette più di quanto mantiene: di spunti buoni ce ne sono, ma nella seconda parte si disperdono accavallandosi rapidamente verso un finale che non chiude emotivamente il percorso del protagonista. Né può farlo, essendo un percorso un po’ troppo denso e confuso, un po’ troppo carico di elementi e personaggi per convincerci davvero ad aderire a una sofferenza compressa, a un caos calmo il cui senso non viene raccontato con la precisione che avrebbe meritato.
Caos calmo, di Antonello Grimaldi, Italia, 2007, 112 minuti
Cast: Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Manuela Morabito, Roberto Nobile, Babak Karim.
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita: 8 febbraio 2008 (cinema)