Inserito da: nonhosonno | Novembre 20, 2007

Il nascondigliodi Pupi Avati

Una donna di origini italiane (Laura Morante), appena uscita da una clinica psichiatrica, decide di tornare a Davenport, Iowa, per aprire un ristorante e chiudere il cerchio con il proprio passato. La poverina, però, non sa che la vecchia casa un po’ spettrale che ha preso in affitto nasconde un terribile segreto ancora molto, troppo presente. La vecchia storia della casa maledetta è al centro del nuovo film di Pupi Avati, che con Il nascondiglio torna all’horror dopo decenni da Zeder (1983) ma soprattutto dall’indimenticabile La casa dalle finestre che ridono (1976). Una casa come protagonista del mistero è vero clichè del genere. E non il solo, perché oltre al tema gotico dell’abitazione infestata da presenze, fin dalla prima scena il sapore di déjà-vu sembra quasi una dichiarazione d’intenti. Le suore, le novizie, i preti, la provincia (anche se americana), la malattia mentale da cui la protagonista è appena scampata: gli elementi ci sono proprio tutti per costruire un piccolo ma tornito horror, o meta-horror… che tanto tra i due non v’è distinzione poiché il genere si nutre di se stesso come Saturno che divora i suoi figli. Ma Avati non si diverte a ricomporre i pezzi, a giocare con i luoghi comuni. E non divertendosi lui, non fa divertire neppure noi.

Il primo tempo del film annoia molto. Se la seconda parte è più “movimentata”, si tratta però di una dinamica scontata e, tutto sommato poco convincente perché la storia e la sceneggiatura lasciano molto a desiderare. In particolare le azioni della protagonista ci restano sempre piuttosto oscure, o comunque non sono raccontate in maniera persuasiva. Diciamo pure che lo spettatore non capisce perché Laura Morante si incaponisca a restare in quella casa da cui tutti vorremmo fuggire. Vuol dire che qualcosa non è andato a segno, perché in ogni film horror i personaggi fanno cose assurde che li mettono in pericolo, ma se il giochino funziona ci dimentichiamo della logica. La vicenda pregressa della protagonista, inoltre, non aggiunge nulla alla trama. A meno di non voler leggere il film in chiave psicanalitica, amo blandamente lanciato dal regista ma poi trascurato e non perseguito in alcun modo. I personaggi secondari sono quasi tutti immotivati. Un po’ perché nessuno di essi – a parte la bibliofila “mutilata” – serve davvero a risolvere il giallo. Un po’ perché perdiamo le tracce di quasi tutti poco dopo la loro apparizione, quindi non capiamo minimamente a cosa serva presentarceli.

Paiono una proliferazione utile a infarcire l’intreccio, cambiare setting all’azione, dare varietà a una storia fin troppo lineare. Perché, e qui sta il problema più grosso, l’azione principale è chiara fin da principio e dopo circa mezz’ora la soluzione del debole mistery si affaccia palesemente dall’intreccio dei tre elementi che la compongono. Se poi vogliamo aggiungerci che il film si chiama Il nascondiglio, una traccia ce l’abbiamo anche prima di metterci a sedere in sala, per cui… Nonostante tutto questo, Avati sa il fatto suo: grazie a una regia tecnicamente di buon livello, una messa in scena soddisfacente, a una buona fotografia e un ottimo sonoro, riesce a non far precipitare rovinosamente la sua ultima fatica sotto la soglia della dignità. Intendiamoci: Il nascondiglio è un’opera di specchiata inutilità – e sorprende che Laura Morante abbia voluto interpretarla – ma guardabile più di altre cose che circolano sugli schermi, magari ammantate di ben altra prosopopea. Noioso ma di mestiere, pasticciato ma senza nessuna pretesa, Il nascondiglio non è raccapricciante quanto il suo sfortunato abitante. Una sola domanda a proposito, perché “l’errore” è troppo marchiano per essere preso sul serio: tentare la fuga dalla casa, no?

Il nascondiglio, di Pupi Avati, Italia/USA, 2007, 100 minuti

Cast: Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young, Treat Williams, Yvonne Sciò, Peter Soderberg, Giovanni Lombardo Radice, Angela Pagano, Sydne Rome, Angela Goodwin.

Distribuzione: 01 Distribution

Uscita: 16 novembre 2007 (cinema)


Risposte

  1. [...] conclusa, Il papà di Giovanna è un film validissimo, che segna il ritorno di Pupi Avati (dopo Il nascondiglio e La cena per farli conoscere) alla “sua” Bologna e alle vicende ambientate in un passato [...]


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