Inserito da: nonhosonno | Aprile 5, 2007

Il colore della libertà – Goodbye Bafanadi Bille August

Sudafrica 1968, nel pieno dell’apartheid. Il secondino James Gregory (Joseph Fiennes, Shakespeare in Love) viene trasferito con la sua famiglia nell’isola-prigione di Robben Island dove riceve un incarico importante per una semplice guardia carceraria. James, che sa la lingua dei neri, diventa addetto alla censura dei prigionieri politici detenuti sull’isola. Dovrà ascoltarli quando parlano, assistere alle visite dei famigliari, leggere le lettere che ricevono per mutilarle. Per James e sua moglie Gloria, razzisti convinti, si tratta di una svolta che può aprire possibilità inaspettate di carriera. Del resto, la colonia di militari e secondini che vivono attorno al carcere speciale non ha dubbi sulla giusta missione contro i terroristi di colore, che fanno attentati e “se potessero ci sterminerebbero tutti”. Ma il leader dell’Africa National Congress, il detenuto Nelson Mandela, non è esattamente il ritratto di un lurido terrorista. Sorvegliandolo, iniziando a scambiare qualche parola con lui, vedendo la sua dignità, a James qualche dubbio per la testa passa. Finchè, un giorno, il figlio di Mandela muore in un incidente d’auto e James – che ha passato un’informazione a riguardo alla polizia di stato – resta sconvolto dalla notizia. Inizia a sospettare sia stato un omicidio e che la colpa sia anche sua… la pietà umana inizia insomma ad emergere, sconvolgendo James. E se le cose non stessero come ce le hanno raccontate? E se Mandela fosse solo quel che sembra, cioè un uomo giusto? Da qui, com’è facile immaginare, James cambia. E nel corso degli anni cambia anche il paese che ha attorno, sempre più isolato dalla comunità internazionale, sempre più indifendibile.

Il colore della libertà racconta infatti la vicenda umana di James Gregory e del suo rapporto con Mandela (è una storia vera basata proprio sulle memorie del secondino del futuro presidente del Sudafrica) dal 1968 al 1991, anno i cui Mandela viene scarcerato. Un lungo periodo, quello della detenzione del leader del Anc, raccontato attraverso la vita di un uomo comune. Il regista Bille August (La casa degli spiriti, Il senso di Smilla per la neve) sceglie la strada meno rischiosa, quella offerta dal libro di Gregory, raccontando il cambiamento di un paese attraverso il cambiamento di un uomo, e misurandosi solo indirettamente con la biografia di Mandela, da un punto di vista cinematografico piuttosto difficile da narrare… Il film ha un indubbio valore documentario ed etico, ed è un perfetto film per le scuole medie e superiori. Oltre a questo, il regista non è di quelli che fanno strappare i capelli: è un modesto uomo di cinema che rispetta le regole del copione e della messa in scena senza far troppi danni e senza far capolavori. La cosa convincente del film sono invece i personaggi principali, cioè Gregory e la moglie Gloria, due credibili cittadini sudafricani bianchi, vittime inconsapevoli della truffa razzista. I neri, infatti, erano considerati pericolosi perché terroristi, comunisti e combattenti: a tutti i bianchi veniva raccontata così, la ragione per cui bisognava combattere i neri. Che, ovviamente, attentavano all’incolumità dei cittadini onesti. I regimi usano questi argomenti per creare i mostri, i nemici, e forse dovremmo ricordarcelo più spesso. La famiglia Gregory se la beve, come probabilmente noi stessi ci beviamo tante menzogne del potere. Perché i Gregory sono una famiglia come tante, di estrazione piccolo borghese, desiderosa di qualche soldo in più per far studiare i figli, volonterosa nel lavoro. Sono in fondo il vero strumento di oppressione di massa, che si convince subito delle fandonie, servendo così un potere ingiusto che però dà loro in cambio qualche speranza economica in più. Questo è l’aspetto più riuscito del film, quello che oltre al pregevole intento documentario, fa riflettere e pensare anche all’empasse del nostro presente.

Il colore della libertà – Goodbye Bafana, di Bille August, Belgio/Sudafrica/Germania/Francia/Italia, 2007, 117 minuti

Cast: Joseph Fiennes, Dennis Haysbert, Diane Kruger, Shiloh Henderson, Megan Smith, Faith Ndukwana, Terry Pheto.

 

Uscita: 30 marzo 2007


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