È da un po’ che non vedete un grande film? Allora è tempo che andiate al cinema, per ammirare la perfezione di The Departed – il bene e il male, interpretato da un poker di attori incredibili e girato con l’ardore di un ventenne da un ritrovato Martin Scorsese. Billy (Leonardo Di Caprio) è nato nel famigerato quartiere irlandese di Boston e viene da una famiglia non proprio onesta, ma è un bravo ragazzo in cerca di riscatto: spera di trovarlo entrando nella polizia di Stato. Colin (Matt Damon) è nato nello stesso quartiere di Billy, viene da una famiglia normale ma è uno dei pupilli del boss della mala Frank Costello (Jack Nicholson): è per fargli da talpa che Colin cerca di entrare proprio nella polizia di Stato. Ci riesce brillantemente. Mentre Billy – per i suoi trascorsi famigliari – viene scartato. Il capitano Queenan (Martin Sheen) offre a Billy un’ultima chance: infiltrarsi nella banda di Costello e fare da talpa per la polizia. Un lavoro molto pericoloso. Specialmente se nella polizia c’è uno come Colin, l’infiltrato del boss che controlla e insabbia quello che Billy riesce a scoprire… Non si può dire altro, di questo straordinario film perché sarebbe un delitto rovinarne la gustosa, entusiasmante visione.
Si sa che The Departed è il remake di un film di Hong Kong chiamato Internal Affairs di Wai Keung Lau e Siu Fai Mak con il divo Tony Leung (In the mood for love). Si sa che Scorsese ha preso una sceneggiatura già scritta, un progetto che
non aveva pensato e desiderato. Quello che non si può sapere senza vedere The Departed è che Scorsese si deve essere appassionato alla vicenda, perché ne ha fatto un “suo” film, del livello di Casinò e Quei bravi ragazzi. The Departed è bellissimo, inchioda lo spettatore alla sedia e non lo fa fiatare per due ore e mezza. E come nei migliori gangster movie, tra le pieghe del genere si parla di temi dolorosi e profondi: di padri e figli, di disperazione e riscatto (che bel personaggio Billy e che bravo attore Di Caprio), di origini sociali che ti rimangono appiccicate addosso come un marchio, della giustizia che non funziona perché è perversa. La sua perversione è, infatti, mischiare bene e male: mettere il bene nel male e il male nel bene. Questo innesca una spirale di doppi e inganni, che è in sé l’essenza del male. The Departed è insomma una grande riflessione morale sulla corruzione dell’uomo e sulla fallacia della giustizia, quando questa per “vincere” utilizza gli strumenti dell’ingiustizia e non comprende l’essenza del giusto.
Quanto siamo distanti dal duello tra il buono e il cattivo, ritratto di un’etica pura (magari finta ma chiara)! Qui Damon e Di Caprio ritraggono un’etica impazzita e inquietante (la nostra), che riporta l’uomo allo stato di natura, alla condizione in cui il più forte schiaccia il più debole. Eppure, in The Departed proprio come accadeva cinquant’anni fa in Mezzogiorno di fuoco, lo spettatore non ha dubbi su chi sia il personaggio giusto: Di Caprio è buono, Damon diabolico. Ma il primo è nella malavita, l’altro nella polizia. Perché? The Departed prova proprio a rispondere a questo perché, ragionando sull’inevitabile destino di un mondo che ha perso i criteri per districare il vero e il falso, il bene e il male. Proprio perchè grande meditazione sull’etica, The Departed fa pensare a un altro grande film di questi anni, Mystic River di Clint Eastwood. Sarà perché siamo anche qui in un quartiere di Boston, ci sono ragazzi perseguitati dal destino e il “peccato originale” non si lava mai. Sarà perché in entrambi i casi gli esiti non sono determinati dalla morale e dal vero, ma dalla forza, o perché in entrambi i casi l’identità umana non può offrirsi nel puro manifestarsi. Sarà per tutti questi motivi, ma il film di Scorsese ci fa soffrire non meno del sacrificio di Tim Robbins nel capolavoro di Eastwood. Andate al cinema a vederlo.
The Departed – il bene e il male, di Martin Scorsese, USA, 2006, 149 min.
Cast: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Ray Winstone, Vera Farmiga, Alec Baldwin, Anthony Anderson, David O’Hara.
Uscita: 27 ottobre 2006