Inserito da: nonhosonno | Ottobre 27, 2005

The Descentdi Neil Marshall

Se volete vedere The Descent, l’horror inglese di Neil Marshall che sta terrorizzando mezzo mondo, cercate di vederlo in un giorno feriale e magari in una sala poco trafficata. Se invece sceglierete il week end e un grande cinema, allora sarete brutalizzati da orde di adolescenti abituati all’home video che commenteranno a voce alta le quasi due ore di proiezione. Innervosendovi molto e stimolandovi a pietose scene d’ira, intimidazioni, ringhi, che vi faranno poi percepire il peso degli anni (i vostri). Ma la conseguenza peggiore non è tanto la consapevolezza che non siete più giovani, ma quella di disintegrare la tensione, che è l’alfa e l’omega sui cui si regge il film. Insomma, lo saprete anche voi: vedere L’esorcista in una sala affollata con la gente che parla lo fa sembrare un film comico. E se succede a capolavori come L’esorcista o Profondo Rosso, figuratevi a The Descent, che per funzionare necessita più che mai della continuità della tensione.

Fatta questa premessa e venendo al film, The Descent – presentato di recente anche al Ravenna Nightmare Film Fest – è un lavoro che funziona, spaventa e fa saltare sulla poltrona e la storia di sei speleologhe amanti del rischio che si calano in una caverna mai esplorata, presenta dei punti di forza di grande validità. Primo fra tutti l’eccellente ambientazione, così funzionale all’horror da essere il principale elemento di paura: essere intrappolati in una labirintica caverna che scende sempre più e si estende per chissà quanti chilometri è un incubo in quanto tale. Se poi a questo si aggiungono le “creature” che abitano le profondità (pochi mostri nella storia del cinema sono stati così orrendi), allora il terrore è garantito. The Descent è un film riuscito proprio perché non cerca alcuna sottigliezza ulteriore, e lavora con sapienza (c’è una regia notevole) sul meccanismo più vecchio del mondo: i cattivi inseguono gli eroi che tentano la fuga. Ma in più, questa volta l’inseguimento è sotterrano, in un ambiente stretto, claustrofobico, fatto di ombre, dove spuntano all’improvviso, da ogni angolo, forme di vita disgustose e feroci. Solo a scriverlo ci si sente accerchiati, perché si tratta di una sintesi horror nella sua essenzialità primaria, nella sua purezza adamantina. Quindi non disturba che nel film non ci sia molto altro: né approfondimento psicologico, né dinamiche collettive ben delineate, né personaggi credibili. L’antefatto che dovrebbe spiegarci il trauma della protagonista non serve praticamente a niente e l’incidente automobilistico è di cattivo gusto per la sua dimensione splatter. Il finale è invece molto riuscito, come non se ne vedevano da tempo. Parecchie le citazioni nelle soluzioni visive: dal Dario Argento di Phenomena, al De Palma di Carrie, persino Coppola di Apocalypse Now.

The Descent, di Neil Marshall, GB, 2005, 99 minuti

Cast: MyAnna Buring, Craig Conway, Natalie Jackson Mendoza, Molly Kayll, Stephen Lamb, Shauna Macdonald, Oliver Milburn, Marcel Iures.

Uscita: 21 ottobre 2005


Risposte

  1. [...] quello della trappola che gli orribili esseri (che assomigliano un po’ ai mostri delle caverne di The Descent) tendono al nostro… ma siamo certi che sia così? Oppure è una trappola che ha preparato lo [...]


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