Inserito da: nonhosonno | Giugno 7, 2005

Sin Citydi Robert Rodriguez e Frank Miller

Il fumettista americano Frank Miller esordisce negli anni ’80 con la serie Daredevil per la celeberrima Marvel. Dopo Ronin, nel 1987 realizza Il ritorno del cavaliere oscuro – che rilegge il personaggio di Batman contribuendo alla sua riscoperta –, di seguito lavora con altri illustratori, e agli inizi degli anni ’90 firma gli episodi di Sin City. Con il cinema, come si può capire, Frank Miller ha davvero a che fare, visto che molti dei suoi fumetti sono stati portati sullo schermo. Sin City rappresenta per molti lettori l’esito più autoriale della narrativa di Miller e, forse per questo, il film del cinematografaro Rodriguez pare un’operazione banale e deludente. Il mediocre regista di Dal tramonto all’alba (sponsorizzato da Tarantino, che vale ben di più come autore che non come talent scout) tenta di mettere in scena tre episodi del fumetto di Miller, fallendo laddove è obbligato a riuscire. Anche la più elementare riduzione cinematografica di un’opera narrativa dovrebbe tener presente che è impossibile mettere in scena, passo per passo, una mole di lavoro scritto che raggiunge più o meno le 500 pagine. Rodriguez, invece, tenta di filmare tutto, per di più riprendendo paro paro sullo schermo le tavole originali del fumetto. Forse confonde il fumetto con lo story board, e qualcuno dovrebbe spiegargli che sono cose differenti tra loro, per qualità e respiro. Il risultato di tutto questo è, né più né meno, la lettura accelerata e priva di significato dell’intera opera.

Il film non coglie in nessun modo le atmosfere cupe e dense di tragicità che pervadono il lavoro originale e ci si chiede quale contributo abbia dato l’autore medesimo, Miller, in fase di regia e messa in scena. Sin City è un film piatto, noioso, privo di ritmo. Tutto è narrato alla velocità della luce, come se l’obiettivo fosse mettere dentro ogni cosa, anziché fare una selezione intelligente dei materiali, selezione che dovrebbe interrogarsi sul senso dei contenuti, ma forse è chiedere troppo. I personaggi, che potrebbero avere uno spessore, diventano tutti uguali, sono presentati nello stesso identico modo e paiono “fumettistici” nel senso deteriore del termine. Sin City è un’ottima dimostrazione di come, al cinema e in ogni arte, il ritmo sia dato dal saper miscelare le velocità non dalla velocità delle riprese e degli accadimenti, e la varietà nel descrivere i caratteri sia raggiunta tramite l’intelligenza e la comprensione non dai cambi di costume. Per omogeneità, ritmo e noia, il film di Rodriguez ha la stessa cadenza di una immagine fissa sul Empire State Building. Sin City è molto più lento di un film di Tarkovskji, con l’aggiunta però di non significare assolutamente nulla. L’esito spiacevole è che, per davvero, la violenza è gratuita, senza senso, fastidiosa, in questa riduzione da video-game di un’opera che avrebbe meritato un altro trattamento.

Sin City, di Robert Rodriguez e Frank Miller, USA, 2005

Cast: Jessica Alba, Rosario Dawson, Elijah Wood, Bruce Willis, Benicio Del Toro, Michael Clarke Duncan, Carla Gugino, Josh Hartnett, Michael Madsen, Jaime King, Brittany Murphy, Clive Owen, Mickey Rourke, Nick Stahl, Marley Shelton, Alexis Bledel, Arie Verveen, Devon Aoki.

Uscita: 1 giugno 2005


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