Inserito da: nonhosonno | Dicembre 16, 2004

Exilsdi Tony Gatlif

Con Exils, il franco algerino Tony Gatlif (che con questo film è stato premiato come miglior regista al festival di Cannes 2004) cerca di tracciare un percorso a ritroso rispetto a quello che lui stesso, come molti francesi, ha compiuto. I due protagonisti Naima e Zanho, figli di immigrati algerini, affrontano un viaggio che attraverso la Spagna li porti ad Algeri, in cerca dei ricordi dei loro genitori e nonni. L’idea di partenza non è male, e l’immagine in cui, nei pressi di Algeri, un folla di persone camminano veloci andando nella direzione opposta a quella dei protagonisti, è certamente efficace. Però il film (effettivamente ben girato, ma non sufficientemente bello per giustificare il premio festivaliero) presenta molte debolezze e offre allo spettatore alcuni momenti francamente imbarazzanti. L’immigrazione è una marea inarrestabile, ma le ragioni di chi emigra dall’Algeria o dalle coste africane non sono paragonabili alle spinte emotive, puerili e spesso mal espresse, di Naima e Zanho, due personaggi psicologicamente nulli, caratterialmente insopportabili, intellettivamente dementi.

Exils si configura come un road movie che vorrebbe cantare la libertà del corpo e dello spirito, che non possiedono confini, che sono riconoscibili ovunque, come si vede anche nella scena finale in cui la donna algerina comprende perfettamente la ferita di Naima. Bell’idea, ma non era indispensabile prendere una coppia di fricchettoni deficienti per mostrarceli mentre ballano la mattina o mentre trombano in un filare di pesche. Come viaggio interiore dei protagonisti (che ritrovando le proprie radici ritrovano anche se stessi e la riconciliazione con il proprio passato) Exils è un film debolissimo, perché proprio non si avvertono, al di fuori dei discorsi, le necessità emotive dei due negletti innamorati. Il film non riesce a farci sentire il bisogno della nostra stanca cultura di radici profonde che non possediamo più, perché non ci si può identificare con i protagonisti. Col risultato che ci rimangono estranei ed esteriori, come i loro problemi. Ciò nonostante, il film è una riflessione sul meticciato, sul Mediterraneo come ponte tra due mondi differenti, ma comunicanti e per alcuni aspetti interscambiabili (vedi i due giovani algerini in fuga verso la Francia che Naima e Zanho incontrano ben due volte nel corso del viaggio). I momenti belli, che ci sono, sono quelli in cui protagonisti tacciono e contemplano ciò che hanno attorno: in questi attimi Exils è un film pieno di spunti interessanti, di piccole cose riuscite, volti, persone, gesti, ben più stimolanti della noia psichica dell’inutile Zahno e della sua ammorbante fidanzata.

Exils, di Tony Gatlif, Francia, 2004, 105 minuti

Cast: Romain Duris, Lubna Azaabal, Leila Makhlou.

Uscita: 26 novembre 2004


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