Se per ragioni indipendenti dalla vostra volontà state dimenticando cosa sia un grande film, Collateral vi rischiarerà la memoria. Una città che svuota l’anima, la fatalità della vita e della morte, l’essere prigionieri del proprio destino: di tutto questo e di molto altro narra Michael Mann in questo noir metropolitano che tiene inchiodati alla poltrona, regalando invenzioni e colpi di scena tutti impeccabili.
Un perfetto Tom Cruise interpreta Vincent, sicario giunto a Los Angeles per uccidere, in una notte, i cinque testimoni di un processo sul narcotraffico. Max è il tassista che casualmente incrocia la sua strada e, statene certi, la sua esistenza cambierà per sempre. In un racconto di mirabile classicità, Mann sviluppa intrecci e suggestioni che rendono il suo film un autentico capolavoro. Motivo portante è la rappresentazione di Los Angeles, città che pullula di un’umanità casuale e
sconnessa, luogo fuori controllo, città-mondo che, come Vincent, annienta con indifferenza. Los Angeles è fantascienza, è realtà da terzo millennio, è umanità disgregata da mille forze centrifughe, esistenze allo sbando in corpi senza identità e Collateral ricorda, in qualche modo, quell’Al di là della vita di Martin Scorsese dove Nicolas Cage guidava un’ambulanza per le strade di New York, entrambi film notturni, entrambi sprofondati nell’inconscio dei personaggi e della metropoli. Memorabile è la scena madre nella discoteca, mattatoio di corpi-massa, e memorabili anche i campi lunghi su giganteschi cavalcavia dove i nostri protagonisti giocano a vivere e morire. Perfetto, poi, è il gioco di doppi tra Vincent e Max, il Male e il Bene, in cui il primo ci affascina perché profondamente crudele e primitivo, e per il secondo parteggiamo perché rappresenta la vulnerabilità e la morale. Ma non sono due personaggi definiti una volta per tutte: i loro scontri, i loro dialoghi e sguardi, li avvicinano, li mescolano, li distanziano in un’altalenante guerra da camera all’interno di una guerra totale e inafferrabile. Anche se Vincent e Max sono l’uno il rimosso dell’altro, non è contraddittorio vederne le somiglianze. Non a caso Cruise ripete spesso che lui, quella sera, sta solo lavorando: proprio come Max che guida taxi da 12 anni. Entrambi rintanati in una vita che nessuno di loro ha scelto, entrambi soggetti passivi di un mondo che racchiude in sé un cuore di tenebra.
Collateral, di Michael Mann, Usa, 2004, 119 minuti
Cast: Tom Cruise, Jamie Foxx, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Jada Pinkett Smith, Javier Bardem.
Uscita: 15 ottobre 2004
[...] qui Dillinger e Billie) si trovano soli, destinati alla separazione e alla morte. Il regista di Collateral realizza insomma con Nemico pubblico una sorta di musical colto, fatto di “numeri”, di scene [...]
Da: Nemico pubblico – di Michael Mann « NON HO SONNO su Novembre 5, 2009
alle 7:51 pm