Ultimamente andare al cinema dà grandi soddisfazioni. Una molto grande è la visione di Mystic River. Eastwood è un grande narratore, un grande regista, un grande pensatore. E Eastwood non riflette certo su cose semplici: cosa sono il bene e il male? Esistono equazioni semplici tra il nostro passato e il nostro presente? O piuttosto trame imprevedibili, segmentazioni mobili anche se parzialmente determinate? E ancora: come fa una società, una comunità, a rifondare i propri valori dopo un’esperienza disgregatrice? Le idee, Eastwood, le ha ben chiare: le visioni
manichee non sono nel suo stile, né è nel suo stile trarre conclusioni scontate sugli sviluppi psichici degli individui. C’è tutto il mondo nel quartiere di Boston in cui il film è ambientato, nei personaggi le sfumature più profonde di ogni individuo, ogni scena è dotata di un’intensità emotiva impressionante. Eastwood ci racconta la fragilità della vita, il lutto, l’amicizia, la meschinità umana, il ruolo che il caso ha nell’esistenza e tutto questo in un piccolo film di quartiere, in una vicenda di poche giornate. Ma non è un film di vicende private Mystic River, bensì un racconto quasi archetipico, con radici lontane, greche, bibliche, shakespeariane, così misterioso e denso da risultare ferocemente inquietante. Presi per mano da una sceneggiatura eccellente, gli spettatori non possono che interrogarsi senza tregua, perché le credenze che si formano in una scena vengono disattese nella successiva. Solo nel finale si ha un fondamentale cambiamento di registro. Prima di questo punto non esistono, per l’intero svolgersi della vicenda, valori precisi e indiscutibili con cui guardare gli accadimenti. Il finale può apparire infatti stonato, persino “errato”, ma a ben vedere Eastwood ci mostra un doloroso insegnamento: sono coloro che “vincono” ad attribuire valore alle cose, senso agli eventi, significati alle vite, a fondare i criteri che discriminano il bene, il male, il vero, il falso. Un film bellissimo.
Mystic River, di Clint Eastwood, USA, 2003, 137 minuti
Cast: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Fishburne, Marcia Gay Harden, Laura Linney, Adam Nelson, Emmy Rossum.
Uscita: 24 ottobre 2003
[...] disumana, puro esercizio di potenza che porta la gente onesta alla follia. Proprio dove finiva Mystic River, inizia questo film. La prima parte di Changeling tratteggia poi un’atmosfera magnificamente [...]
Da: Changeling - di Clint Eastwood « NON HO SONNO su Novembre 20, 2008
alle 7:08 pm
[...] di film. Ironia e autocitazione per un film molto bello, ma certo non straziante e stupendo quanto Mystic River e Million Dollar Baby. Del resto, anche l’ultima tragedia de L’Orestea di Eschilo è meno [...]
Da: Gran Torino - di Clint Eastwood « NON HO SONNO su Marzo 19, 2009
alle 7:43 pm